Pirateria: cancellati 1 milione di posti di Lavoro, Chiude BlockBuster

 

Uno studio condotto da Tera Consultants e presentato ufficialmente in questi giorni alla Camera Internazionale del Commercio  (ICC) ha tracciato una situazione piuttosto complicata e sofferente per l'industria della Creatività in Europa

Scritto da Redazione il 21/03/10 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2010

 
Uno studio condotto da Tera Consultants e presentato ufficialmente in questi giorni alla Camera Internazionale del Commercio  (ICC) ha tracciato una situazione piuttosto complicata e sofferente per l'industria della Creatività in Europa.

Il settore artistico - musicale produce in Europa un fatturato di 860 miliardi di euro e da lavoro a circa 14 milioni di persone nei settori musica, televisione e informatica.

La tendenza emersa analizzando i dati dal 2008 ad oggi, evidenzia che si sono già persi ben 10 miliardi di euro di fatturato e oltre 186.000 posti di lavoro, con una riduzione continua di posti di lavoro, tanto che nel 2015, saranno oltre 1 milione gli europei che perderanno un posto di lavoro nel settore a causa dei mancanti introiti derivati dalla pirateria e oltre 240 i miliardi bruciati nel settore.

I dati relativi all'Italia parlano di 22.400 posti di lavoro persi e 1,4 miliardi di fatturato in meno, equivalenti alla chiusura di 10 stabilimenti Fiat come quello di Termini Imerese.

La crescita della disponibilità di banda sta infatti incrementando notevolmente il volume di file scambiati in tutti i network P2P, in crescita costante a doppia cifra da ormai 10 anni.

A risentirne di più le sono le case discografiche che investono ogni anno ben 5 miliardi di euro nella ricerca dei nuovi talenti e allo sviluppo commerciale, per un totale di circa quattromila musicisti a contratti.

Comunicato Assoprovider sulla Pirateria in Italia

 
Assoprovider insieme a numerosi rappresentanti del mondo della Cultura digitale italiana rinnova tramite una lettera aperta inviata al Prof. Mauro Masi, Coordinatore del Comitato Tecnico Contro la Pirateria digitale e multimediale la richiesta di audizione apprendendo con grande preoccupazione l' intenzione di concludere i lavori del Comitato entro sessanta giorni. 

Mentre nel resto del mondo le major iniziano a fare marcia indietro sulla lotta indiscriminata al fenomeno della pirateria digitale e multimediale comprendendo la scarsa utilità di una simile strategia e cercando di rispondere in modo innovativo al bisogno di cultura che alimenta tale fenomeno, in Italia c'è il concreto rischio di violare i diritti fondamentali dei cittadini e di arrecare seri danni ad altre categorie pur di tutelare gli interessi di un ristretto gruppo e per giunta senza aver ascoltato il mondo della cultura digitale che tanto avrebbe da suggerire e chiudendo i lavori in fretta e furia in soli 60 giorni.

E' straordinario constatare come per risolvere i problemi di alcuni ci si muova a tutta velocità mentre per tutelare le PMI delle TLC e liberarle da vessazioni borboniche quali i contributi amministrativi che impediscono la diffusione di infrastrutture e di servizi di telecomunicazioni a banda larga per gli ISP, quali il DM314 e il “patentino installatori” anacronistico e inapplicabile ai nostri giorni senza bloccare l'informatizzazione del paese, quali la necessità di avere 1 milione di euro di capitale sociale per poter essere gestore di Posta Elettronica Certificata, non si faccia nulla da anni nonostante le misure proposte possano incrementare le entrate dello Stato e vadano a correggere norme che sembrano avere la sola utilità di mantenere inalterate le posizioni di oligopolio conquistate. Misteri del liberismo italiano due pesi due misure.
 

Blockbuster verso il fallimento vittima di Pirateria e Tv On Demand

 

BlockbusterBlockbuster è diventato in poco tempo sinonimo di noleggio DVD grazie ad una fitta rete di ben 6500 negozi distribuiti in tutto il mondo, e considerato un pò il McDonald del noleggio.

Internet, Tv via Cavo e Pirateria audiovisiva hanno pesantemente colpito il core business della catena di noleggio DVD.

Fortemente colpita dalla sempre più crescente concorrenza delle Tv via Cavo, che offrono il Cinema direttamente in TV a pochi euro, e stata poi duramente strangolata dai servizi di noleggio DVD online e dalla pirateria audiovisiva che ha ridotto notevolmente le vendite di DVD.

I 6500 negozi a marchio Blockbuster potrebbero quindi presto sparire dalle città di tutto il mondo.

Sarebbe circa di 1 miliardo l'ammontare dei debiti accumulati dalla compagnia americana, che secondo diverse indiscrezioni avrebbe già avanzato la richiesta di usufruire del Chapter 11 che regola i fallimenti concordati negli Usa.

Difficile ipotizzare eventuali salvataggi all'ultimo minuto, come il cinema americano ci ha abbituati in questi decenssi: per Blockbuster potrebbe essere giunta l'ora di lasciare il passo a Internet e alla Tv via Web.
 

Pirateria Informatica: 1 Software su 2 illegale in Italia

 
La pirateria informatica in Italia costa ogni anno al settore qualcosa come 1,2 miliardi di euro mentre su scala planetaria addirittura 51 miliardi di dollari, pari ad una grande manovra finanziaria.

Lo studio condotto da IDC ha rilevato in 110 paesi una crescente quota di software pirata, ovvero copiato o distribuito illegalmente soprattutto nei PC, con un valore cresciuto in un solo anno del 2% arrivando a quota 49%, praticamente 1 programma su 2 è utilizzato illegalmente.

Le percentuali sono simili anche a livello mondiale, dove si stima che il software pirata rappresenti il 43% (+2% rispetto allo scorso anno), soprattutto nelle economie emergenti come Cina e India e comunque in linea con i paesi Occidentali.

I dati rilasciati dalla Guardia di Finanza rappresentano una piccola goccia in un mare di illegalità diffusa: le  appena 135 azioni investigative  hanno condotto al sequestro di software  per un valore di circa cinque milioni di euro, 7 milioni di sanzioni e 100 persone denunciate.

I tassi minori di illegalità informatica si registrano negli Usa, in Giappone e Lussemburgo, fermi a quota 20-21% mentre i peggiori sono Georgia, Moldova e Zimbawe con oltre il 90%.

Il danno per l'economia italiana è piuttosto pesante: con appena un 10% di riduzione della pirateria, si potrebbero creare 6.000 nuovi posti di lavoro, almeno 700 milioni di imposte incassate e 2 miliardi di fatturato, considerando non solo la catena distributiva di software, ma tutto quello che ruota attorno.
 

 

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