Anche Internet ha il suo Quartiere a Luci Rosse XXX

 

Di questa vicenda ne sentiamo parlare praticamente da sempre e i primi timidi tentativi di creare una zona del Web a Luci Rosse risalgono addirittura ai primi mesi del 2000

Scritto da Redazione il 26/06/10 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2010

 
Di questa vicenda ne sentiamo parlare praticamente da sempre e i primi timidi tentativi di creare una zona del Web a Luci Rosse risalgono addirittura ai primi mesi del 2000.

Questa volta però, ipotesi e idee diventano fatti concreti visto che l'Icann, organismo che regola la gestione e nascita dei domini Internet, ha dato il via libera ad una prima analisi per la creazione dei domini .xxx, dedicato al materiale porno grafico e ai siti a luci rosse.

Red District

La pornografia online non conosce crisi e genera 5 miliardi di dollari all'anno di fatturato con oltre 370 milioni di siti web coinvolti (in pratica 1 sito web su 8) e decine di milioni di visite raccolte giorno.

La società che preme per la nascita e la commercializzazione di questi particolari domini Internet, punta a guadagnare almeno 30 milioni di dollari all'anno tra registrazione e rinnovi.

La scelta di usare un suffisso apposito per la pornografia, permetterebbe di circoscriverne il fenomeno evitando che siti web apparentemente normali, siano invece siti porno e facilitando il controllo dei filtri per minori e non solo.

Una Red Light District virtuale potrebbe presto sorgere online e diventare punto di riferimento per tutta la porno grafia in rete.


 

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