AgCom: Al via normativa per Web Tv e relative Tasse

 

In un paese come l'Italia che necessita di legiferare su tutto, non potevano restare fuori le Web Tv, ancora poco sviluppate in Italia e poco presenti al grande pubblico ma già una vera realtà imprenditoriale all'estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Nord Europa

Scritto da Redazione il 26/11/10 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2010

 
In un paese come l'Italia che necessita di legiferare su tutto, non potevano restare fuori le Web Tv, ancora poco sviluppate in Italia e poco presenti al grande pubblico ma già una vera realtà imprenditoriale all'estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Nord Europa.

Se in altri paesi le Web Tv sono libere di crescere e diventare a volte canali Tv veri e propri, non sarà cosi in Italia dove anche le piccole realtà saranno obbligate ai soliti fardelli.

Il primo, come ovviamente c'era da immaginarselo, quello economico, visto che aprire una web Tv costerà solo di "licenza", 500 euro di tassa che diventano 250 per le Web radio.

Il vantaggio concesso è quello che non sarà necessaria una autorizzazione ma semplicemente basterà comunicare l'inizio attività. 
Tradotto, se siete piccoli e insignificanti, lo Stato pretenderà da voi solo i vostri soldi.


Se poi il vostro business dovesse superare i 100.000 euro di fatturato annuo (se avete 2-3 dipendenti ci vuole davvero poco), allora entrerete nel fantastico mondo della burocrazia italiana che vi chiderò la solita vagonata di documentazione, spesso inutile, da accastare in qualche archivio impolverato.

A breve saranno emanate le norme che riguardano il diritto d'autore sulla Web Tv che sicuramente prevederanno nuovo oboli a favore della Siae che immancabilmente farà valere le sue ragioni per ottenere nuovi fondi.
 

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