Apple e Google a Washington per deporre sul tracciamento utenti

 

Apple e Google martedì si sono presentati a Washington per fornire ulteriori informazioni in merito alla questione del tracciamento degli utenti

Scritto da Maurizio Giaretta il 12/05/11 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2011

 

Apple e Google martedì si sono presentati a Washington per fornire ulteriori informazioni in merito alla questione del tracciamento degli utenti.

Sebbene le deposizioni davanti al Senato siano state fatte in propria difesa, secondo la legge i due colossi potrebbero comunque aver invaso la privacy degli utenti.

Il senatore Al Franken, presidente della sottocommissione del senato a capo dell'udienza, ha affermato di aver 'seri dubbi' sul fatto che la privacy degli utenti di telefonini sia stata protetta. "Dobbiamo risolvere la questione ora, visto che i dispositivi mobili diventeranno sempre più popolari".

La questione da fine Aprile è diventata sempre più sotto l'attenzione di tutti. E' stato scoperto che il software iOS dei dispositivi Apple registra costantemente la posizione degli utenti, persino quando il servizio GPS è disabilitato. Steve Jobs pochi giorni dopo si è scomodato dichiarando, invece, 'noi non tracciamo nessuno'.

Anche Google ha ricevuto un'accusa analoga, ma il colosso dei motori di ricerca si è difeso sostenendo che la raccolta dei dati venga effettuata in maniera completamente diversa e con il consenso degli utenti. Da questa bagarre, il sistema rivale Windows Phone sembra che ne sia uscito illeso.

Apple: il Congresso USA contro il problema della localizzazione

Continuano le polemiche e i problemi per quanto riguarda la localizzazione della posizione degli utenti iPhone e iPad da parte del sistema operativo iOS. Dopo l'aggiornamento 4.3.3 le cose si sarebbero dovute sistemare, ma il Senato degli Stati Uniti non è ancora soddisfatto.
 
Il Congresso americano infatti ha convocato Bud Tribble, vicepresidente dell’area software technology di Apple, per avere un quadro completo delle intenzioni della casa di Cupertino.
 
Questa la dichiarazione di Tribble: “Non condividiamo informazioni sui clienti con terze parti senza il consenso esplicito. Apple non traccia gli spostamenti degli utenti. Apple non l’ha mai fatto e non ha piani per farlo. Un dispositivo Apple non invia ad Apple alcuna specifica informazione legata a un singolo utente."


 
Il vicepresidente Tribble ha inoltre aggiunto che "lo scopo della cache è di permettere al dispositivo di rispondere più velocemente e affidabilmente alle richieste di geolocalizzazione. Apple non ha mai tenuto traccia dello spostamento di un individuo. I dati visti negli iPhone non sono legati alle posizioni passate o presenti del telefono, ma ai ripetitori posti intorno al telefono. Nonostante la cache non fosse criptata, era protetta da altre applicazioni sul telefono”.

Una risposta completa e che spiega molto bene la situazione che si è venuta a creare.
 
E comunque altre perplessità sono arrivate dalla Commissione Federale USA, la quale ha chiesto a Google, Apple e Microsoft ulteriori dettagli sui servizi di localizzazione tramite dispositivi mobili come smartphone e tablet PC.
 

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