Banda Larga nel Decreto, sara' la volta buona?

 

Dopo aver azzerato il budget di 800 milioni di euro, proveniente dall'extra incasso dell'asta delle frequenze dedicate al comparto telefonico, l'Italia ci riprova anche se il popolo italiano, ancora una volta, si tiene stretto il beneficio del dubbio

Scritto da Redazione il 04/11/11 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2011

 
Dopo aver azzerato il budget di 800 milioni di euro, proveniente dall'extra incasso dell'asta delle frequenze dedicate al comparto telefonico, l'Italia ci riprova anche se il popolo italiano, ancora una volta, si tiene stretto il beneficio del dubbio.

Nel maxi emendamento in discussione alle Camere, tra le azioni dedicate nel capitolo sviluppo e al rilancio dell'economia, il Governo ha inserito a sorpresa lo sviluppo della banda larga, anche se l'azione sembra più dimostrativa che sostenuta da intenzioni reali visto che sono anni che il governo di turno, azzera o ridicolizza il budget destinato ad infrastrutture digitali.

I rapporti forniti da diverse fonti autorevoli, indicano che semplicemente raddoppiando la velocità di connessione il PIL possa crescere dello 0.3% che per il nostro paese corrispondono a circa 5 miliardi di euro, a fronte di investimenti in parte a carico dei privati e solo in piccola parte a carico del sistema pubblico.

Copertura Broadband in Italia


Senza contare che come indicato più volte da Assoprovider, basterebbe semplificare l'intricata selva normativa che avvolge la rete italiana per consentire anche ai piccoli provider, di poter mettere in campo investimenti e upgrade tecnologici.

Non a caso, il nostro paese risulta agli ultimi posti per la qualità e la densità delle connessioni, cosi come riportato da decine di diverse organizzazioni che monitorano le reti a livello globale.
 

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