I servizi Cloud storage e i limiti alla Privacy

 

I servizi di cloud storage stanno diventando sempre più numerosi

Scritto da Maurizio Giaretta il 27/04/12 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2012

 

I servizi di cloud storage stanno diventando sempre più numerosi. Con l'introduzione di Google Drive, che va ad aggiungersi ai vari iCloud di Apple, SkyDrive di Microsoft, Cloud Drive di Amazon, Box, Dropbox, etc. - ed è molto probabile che se ne aggiungeranno altri - la scelta è davvero molto vasta.

Le funzioni che vengono messe a disposizione degli utenti sono molte e in diversi casi sono utili e affascinanti.

Prendiamo ad esempio il neonato GDrive, che consente per esempio di lavorare online tra più persone su uno stesso documento e di vedere le modifiche in tempo reale man mano che vengono eseguite, di recuperare fino ai 30 giorni precedenti le versioni salvate dei documenti, o di archiviare documenti di testo semplicemente parlando al proprio smartphone.

E la privacy? - Bisogna tener a mente che, funzioni affascinanti o meno, si stanno sempre mettendo le informazioni su una piattaforma di archiviazione online fornita e gestita da un'azienda. Leggendo i termini di servizio, si scopre che Google, Apple, Microsoft o chicchessia hanno la possibilità di utilizzare, riprodurre, modificare, etc i contenuti che sono caricati dall'utente.

Il proprietario mantiene i diritti di proprietà intellettuale delle sue opere, una volta che sono state caricate. I contenuti vengono usati il più delle volte per migliorare il servizio che viene offerto all'utente stesso. Alcuni contratti prevedono (vedi Microsoft) che se sono caricati contenuti che infrangono il diritto d'autore di altri, questi possono essere oscurati o addirittuta cancellati (vedi Apple) senza previa notifica.

Questo significa che se uno scrittore ha deciso di scrivere la sua opera facendo uso di un servizio di archiviazione online ne rimane sempre il proprietario intellettuale e che eventualmente quello che ha scritto viene usato solamente per migliorare il servizio nei suoi confronti.

Tuttavia c'è sempre qualcuno che può accedere a quello che si sta scrivendo o alle immagini che si stanno caricando. Questo bisogna metterselo ben in testa. Pertanto si è disposti a correre il rischio di mettere in mano altrui i propri contenuti? In ogni caso prima di sottoscrivere un servizio cloud è bene leggere approfonditamente i Termini e le domande più frequenti.

Per approfondire la questione, un articolo interessante che mette a confronto la sicurezza su Google Drive, iCloud, Skydrive e Dropbox lo si può trovare in questo indirizzo.

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