USA vs Cina: bandite Huawei e ZTE per possibile spionaggio

 

Gli Stati Uniti d'America hanno messo al bando Huawei e ZTE

Scritto da Simone Ziggiotto il 08/10/12 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2012

 

Gli Stati Uniti d'America hanno messo al bando Huawei e ZTE. I principali produttori cinesi di telefonia mobile, secondo la Commissione USA, devono essere banditi dal mercato statunitense in quanto lo Stato cinese è talmente influente da poter essere considerato una minaccia per la sicurezza degli americani. 

Ai due giganti cinesi delle telecomunicazioni Huawei e Zte va dunque impedito di portare a termine contratti e acquisizioni negli Stati Uniti. A dichiararlo è la Commissione del Congresso americano dopo oltre un anno di appurate indagini. Secondo quanto comunicato nel rapporto reso pubblico dalla commissione, "è impossibile avere la certezza che i 2 gruppi siano indipendenti dal governo cinese e potrebbero quindi essere utilizzati per minare la sicurezza americana".

Inevitabile la difesa dalle parti lese. ZTE ha prontamente negato le accuse dichiarando di non essere in alcun modo influenzata dal governo cinese, mentre il portavoce di Huawei ha comunicato che non vi è alcun rischio di minacce alla sicurezza degli americani e che le accuse sono prive di fondamento.

ZTE Huawey ZTE

Secondo Huawey, inoltre, gli Stati Uniti bloccando l'accesso al mercato americano alle due società cinesi minaccia il progresso e l’innovazione. Il presidente del Consiglio USA Mike Rogers ha spiegato: "semplicemente non possiamo fidarci di tali sistemi vitali realizzati da aziende che hanno legami con lo stato cinese, un paese che è il più grande responsabile di cyberspionaggio contro gli Stati Uniti".

Le indagini - Circa un anno fa la commissione aveva aperto un'inchiesta per la paura che la Cina potesse utilizzare l'attività commerciale di ZTE e Huawey nel mercato degli USA per portare avanti azioni si spionaggio economico e militare.

Infine, il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Hong Li, ha dichiarato: "La nostra speranza è che il Congresso americano metta da parte i pregiudizi, nel rispetto dei fatti, ed agisca in modo da portare benefici alla cooperazione tra Cina e Usa invece di fare il contrario".

 

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