Parlamento australiano contro Apple, Microsoft, Adobe

 

Il Parlamento australiano ha ordinato a Apple, Microsoft e Adobe di spiegare perché i loro prodotti hanno un prezzo superiore sul mercato locale rispetto al prezzo sul mercato americano

Scritto da Simone Ziggiotto il 12/02/13 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2013

 

Il Parlamento australiano ha ordinato a Apple, Microsoft e Adobe di spiegare perché i loro prodotti hanno un prezzo superiore sul mercato locale rispetto al prezzo sul mercato americano. Le società sono convocate davanti la commissione parlamentare per il 22 marzo.

In quella che sembra essere una prima volta a livello mondiale, il Parlamento australiano ha ordinato a Apple, Microsoft e Adobe di comparire davanti al giudice parlamentare e spiegare perché i loro prodotti hanno un prezzo superiore sul mercato locale rispetto al prezzo sul mercato americano, nonostante il forte valore della moneta del paese (dollaro australiano).

Apple

Le aziende appariranno davanti al parlamento a Canberra il 22 marzo prossimo, dopo che tutte le tre società avevano in precedenza rifiutato di comparire dinanzi alla commissione speciale che era stata istituita per esaminare il problema.

"Le tre aziende sono convocate dal parlamento australiano a spiegare il motivo per cui il prezzo dei loro prodotti è più alto in Australia che negli Stati Uniti

Il dollaro australiano è attualmente valutato più del dollaro statunitense e questo non spiega perchè, ad esempio, il modello base di iPad, l'iPad di quarta generazione 16 GB solo Wi-Fi, costa l'equivalente di 539 dollari nel mercato australiano, pari a circa 40 dollari al di sopra del prezzo degli Stati Uniti. Analogamente, Office 365 di Microsoft è al prezzo equivalente di 119 dollari in Australia contro il prezzo di 99,99 dollari negli Stati Uniti, piuttosto che la versione Home Premium di Office disponibile al costo di 199 dollari in Australia, 100 in più del pacchetto venduto negli USA;

Le aziende hanno accusato i costi di gestione elevati per le loro filiali in terra australiana, a causa degli alti salari locali e le tasse di importazione relativamente elevate. Secondo alcune altre multinazionali, il piccolo mercato ha contribuito al prezzo elevato dei prodotti.

Se le aziende accusate non compariranno dinanzi alla commissione parlamentare il prossimo 22 marzo, Apple, Microsoft e Adobe potrebbero essere multate e perfino essere sottoposte a pene detentive.
 

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