Elettronica a scadenza: arrivano i chip transienti

 

Al congresso della Società Americana di Chimica presentata l'elettronica a 'scadenza', con cui i dispositivi possono dissolversi a comando evitando l'accumulo di rifiuti elettronici

Scritto da Simone Ziggiotto il 09/04/13 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2013

 

Al congresso della Società Americana di Chimica presentata l'elettronica a 'scadenza', con cui i dispositivi possono dissolversi a comando evitando l'accumulo di rifiuti elettronici. L'elettronica 'transiente' è già usata su alcuni dispositivi prototipo ed è in grado di durare alcune settimane. In futuro, sarà utilizzabile in medicina, telefonia mobile e biochimica.

Sta per arrivare l'elettronica 'transiente' ossia con la 'scadenza'. Niente di cui allarmarsi, poichè si tratta di una tecnologia capace di dissolversi senza lasciare tracce, con dispositivi che si decompongono una volta scaduto il loro 'termine di vita massima'. Lo scopo è quello di evitare l'accumulo di rifiuti elettronici che sappiamo bene essere difficili da smaltire.

Chip transiente

L'elettronica 'transiente' è solo una delle tante idee che sono emerse in occasione del congresso della Società Americana di Chimica, come nel caso di strumenti biocompatibili in grado di essere impiantati nel corpo di una persona malata per combattere il virus e poi dissolversi una volta che il compito per cui è stato programmato viene portato a termine.

Secondo la dichiarazione di John Rogers, dell'Università dell'Illinois, che ha seguito lo sviluppo della tecnologia sin dall'inizio, il concetto di progettazione dell'elettronica 'transiente' è differente dall'idea secondo cui nacquero cinquant'anni fa i primi chip elettronici, come circuiti integrati piuttosto che microprocessori. Bisogna guardare al futuro grazie alle nuove tecnologie che abbiamo a disposizione oggi. Spiega Rogers:

"L'obiettivo del settore dell'elettronica è sempre stato quello di costruire dispositivi resistenti che durano per sempre con prestazioni stabili. Ma molte nuove opportunità si aprono una volta che si comincia a pensare ad un'elettronica in grado di scomparire in modo controllato e programmabile"

Le nuove tecnologie transienti potrebbero tornare utili non solo nel campo della medicina, ma anche nella telefonia mobile, con lo sviluppo di cellulari che si 'autodisintegrano' dopo un certo periodo di tempo dalla loro fabbricazione: i produttori potranno impostare che dopo dieci anni, per esempio, lo smartphone smetta di funzionare e in pochi minuti disintegrarsi, evitando così di diventare di spazzatura elettronica Altro esempio, l'elettronica 'transiente' potrebbe essere impiegata nell'ambito di minicapsule per controllare lo stato di salute dell’acqua.

Come funziona l'elettronica transiente. Gli scienziati hanno messo a punto un transitor con sensori di temperatura cui componenti elettronici sono inglobati in uno speciale rivestimento in grado di dissolversi completamente dopo un certo periodo di tempo quando viene esposto ai liquidi o all'acqua. Il tempo di durata di un dispositivo può essere programmato in base al numero di strati del materiale dissolvibile: più strati corrispondono ad una durata più lunga. I dispositivi funzionano normalmente fino a quando lo strato non scompare. Successivamente, bastano 30 minuti perchè le connessioni elettriche si decompongano totalmente e il dispositivo smetta di funzionare.
I primi prototipi possono durare qualche settimana, ma gli scienziati stanno pensando ad un modo per aumentare la durata nel tempo dei dispositivi ad alcuni anni.

 

Ultime notizie

 
 

Notizie per Categoria

 
 

Seguici

 

Promozioni Consigliate

 
Vuoi restare aggiornato ?