Strongbox, piattaforma per inviare file anonimi

 

Annunciato dal New Yorker la nuova piattaforma Strongbox che promette riservatezza totale per le fonti di documenti e messaggi

Scritto da Simone Ziggiotto il 16/05/13 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2013

 

Annunciato dal New Yorker la nuova piattaforma Strongbox che promette riservatezza totale per le fonti di documenti e messaggi.

Il settimanale statunitense New Yorker ha annunciato Strongbox, la "cassaforte informatica", un luogo online dove le persone possono inviare documenti e messaggi sottoforma di fonte, garantendo loro il totale anonimato.

Il progetto è stato realizzato da Aaron Swartz, morto a gennaio, e da Kevin Poulsen, giornalista di Wired USA e del New Yorker. Il sito web, realizzato con codice open source (quindi modificabile da altri sviluppatori per migliorarlo), garantisce agli utenti che inviano del materiale un elevato livello di anonimato e di sicurezza, più di quanto non viene garantito dalle normali e-mail.

Strongbox è una cosa semplice nella sua concezione: in un certo senso, è solo un'estensione dell'indirizzo postale che la rivista ha stampato in caratteri piccoli all'interno della copertina del primo numero della rivista, nel 1925, in seguito affiancato da un numero di telefono (nel 1928 era BRyant 6300) e l'indirizzo e-mail (aggiunto nel 1998). I lettori e le fonti hanno da tempo inviato documenti per la rivista ed i suoi giornalisti, come lettere di denuncia e documenti classificati. Ma, nel corso degli anni, è diventato anche più facile rintracciare i mittenti, anche quando non vogliono essere trovati. Strongbox è quindi una sorta di 'indirizzo del destinatario' a cui inviare testi e dove, anche gli stessi realizzatori, non saranno in grado di capire da dove i file inviati provengono. Se qualcuno vorrà richiedere la provenienza di un documento inviato, non sarà possibile comunicarlo.

La cassaforte informatica funziona così: si accede alla rete protetta Tor; si accede a Strongbox per caricare i propri documenti specificando un nome in codice generato a caso. I file vengono criptati in automatico inviati ad un server di Condé Nast (che è l'editore del giornale New Yorker ) separato dalle infrastrutture degli uffici della società. In questo modo, anche l'hacker più esperto non può accedere ai file di Strongbox visto che 'fisicamente' sono ospitato su altri server esterni.

Come anticipato poco sopra, il progetto è stato realizzato anche da Aaron Swartz, morto a gennaio. Per questo, la piattaforma è stata oggi lanciata in ricordo dello sviluppatore scomparso. Il progetto è stato già rinominato NewYorkerLeaks, sulla scia di Wikileaks, l'organizzazione internazionale senza scopo di lucro che riceve in modo anonimo, grazie a un contenitore protetto da un potente sistema di cifratura, documenti coperti da segreto e poi li carica sul proprio sito web.

Strongbox

 

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