Pistole 3D, Sicurezza Nazionale USA in allerta

 

Cresce la preoccupazione per l'impossibilità di controllare la stampa delle armi 3D

Scritto da Maurizio Giaretta il 24/05/13 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2013

 

Cresce la preoccupazione per l'impossibilità di controllare la stampa delle armi 3D. Negli USA, un bollettino del dipartimento della Sicurezza Nazionale recita che se non si argina ora il problema, in futuro sarà impossibile farlo.

Il settore delle stampanti 3D è in continua espansione. Ideate inizialmente per realizzare modellini, ora tuttavia potrebbero diventare un problema incontrollabile, in quanto si sta diffondendo a macchia d'olio l'allarme della stampa di pistole 3D a basso costo.

Per portare a termine una stampa 3D basta fornire al computer le istruzioni corrette e il gioco è fatto. Si possono ottenere oggetti di plastica di dimensioni limitate, ma di una precisione via via crescente. Se inizialmente lo scopo era di realizzare modellini, c'è subito chi ha cominciato a pensare a un secondo fine, più pericoloso ed evidentemente remunerativo, come la produzione di armi.

A inizio mese è stato riportato che una pistola realizzata con una stampante 3D aveva sparato, per la prima volta in assoluto, un proiettile in un poligono di Austin, Texas. Negli USA, dove si sta cercando di applicare una legislazione più severa per il controllo delle armi, sono sempre di più le persone che si dicono contrarie a questa tecnologia. Detto questo, è possibile controllare la diffusione delle armi realizzate con la stampa 3D?

"Limitarne l'accesso potrebbe essere impossibile"

Il dipartimento della Sicurezza Nazionale americana ha pubblicato un bollettino, datato 21 Maggio e diffuso da FoxNews, che recita che la produzione delle armi 3D potrebbe essere "impossibile" da fermare. Altrettanto difficile è la loro identificazione, visto che possono superare i punti di controllo, come ad esempio i metal detector, senza essere identificate.

"I progressi significativi delle tecnologie di stampa 3D, la disponibilità di files gratuiti per la stampa di componenti di armi e la difficoltà di regolamentare il file sharing possono presentare dei rischi alla sicurezza pubblica, in quanto persone non qualificate possono procurarsi o prodursi armi stampate in 3D", si legge. E' questo il momento giusto per cercare di risolvere il problema, altrimenti se si aspetta potrebbe diventare "impossibile".

Anche Kim Dotcom qualche giorno fa ha chiesto l'eliminazione di ogni link o documento del progetto 'Liberator', che consente di farsi in casa le pistole, dal suo 'Mega'. "Penso che [il progetto Liberator] sia una minaccia seria alla sicurezza della comunità", ha affermato.

Per realizzare un oggetto in 3D bisogna preparare un file con le coordinate, i materiali e i colori da usare. La stampante, il cui costo è di qualche migliaio di dollari (i modelli più recenti e precisi arrivano anche a quota 10.000 dollari) esegue tutto il resto. Molti di questi files si possono scaricare direttamente da internet. Alcuni laboratori sono dotati anche di scanner 3D, che consentono in pochi secondi di ricavare digitalmente la forma di persone e oggetti, pertanto come si può notare la difficoltà per realizzare stampe 3D non è così alta.

La stampa 3D non funziona solo con la plastica: c'è chi intende stampare cibo vero e proprio. In questo caso le cartucce sono caricate con alimenti. La NASA ha stanziato un assegno di ricerca di 125.000 dollari per lo sviluppo di un prototipo in grado di 'costruire' il cibo per gli astronauti durante le missioni spaziali. Un primo prototipo è stato in grado di 'stampare' una barretta di cioccolato.

Le applicazioni della stampa 3D sono molto (forse troppo?) vaste.

 

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