Fotocamere Smartphones, il futuro e' dei sensori ultra sensibili alla luce

 

Così come sta per essere rivoluzionato il futuro delle batterie sui dispositivi portatili, sta per cambiare totalmente anche la concezione delle fotocamere del futuro grazie alla scoperta di nuovi apparati in grafene iper sensibili alla luce

Scritto da Maurizio Giaretta il 03/06/13 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2013

 

Così come sta per essere rivoluzionato il futuro delle batterie sui dispositivi portatili, sta per cambiare totalmente anche la concezione delle fotocamere del futuro grazie alla scoperta di nuovi apparati in grafene iper sensibili alla luce.

La scoperta rappresenta una nuova frontiera della fotografia digitale sui dispositivi con sensori iper compatti. Il primo esempio che viene in mente di questo genere di dispositivi è semplice: gli smartphones. Se si prende in mano un telefono, il cui spessore orbita attorno ai 10 millimetri (spesso anche di meno), c'è da sblordirsi per la qualità delle fotografie e dei video che è in grado di presentare.

Il nuovo sensore è 1.000 volte più sensibile alla luce

Certo, siamo ancora parecchio distanti dai risultati che si otterrebbero con fotocamere e videocamere professionali, tuttavia il compromesso tra portatilità e l'attuale qualità delle immagini che si riescono a ottenere è piuttosto soddisfacente. Uno dei principali talloni d'Achille dei sensori ipercompatti è la poca luce che riesce a entrare, oltre che alla struttura stessa dalle dimensioni molto limitate presente in uno smartphone.

HTC recentemente ha giocato le sue carte in tavola, decidendo di discostarsi dalla rincorsa al maggior numero di pixel (ora gli smartphones top di gamma hanno sensori a 13 Megapixel) per puntare di più sulla qualità dell'immagine. Ha così presentato, su Htc One, il primo sensore UltraPixel, la cui risoluzione è di 'soli' 4 Megapixel, ma che consente di ottenere più informazioni nonostante la quantità limitata di luce che può entrare.

Approfondimento: "HTC One e la concorrenza: fotocamere a confronto"

Tutti gli smartphones hanno un sensore interno che, in funzione della risoluzione, è diviso in una griglia più o meno fitta. Ogni cella di questa matrice pertanto è più piccola se la risoluzione è maggiore e riesce con difficoltà a raccogliere informazioni dettagliate. Il risultato è che la foto contiene del rumore, un elemento che diventa più evidente in modo inversalmente proporzionale con la luminosità.

Htc One

Nel sensore UltraPixel ogni cella ha dimensioni con area di 4 micrometri quadrati, ovvero doppia rispetto a quella dei sensori a 13 Megapixel. A ciò si unisce un'apertura dell'otturatore f2.0. Questi elementi fanno si che si riesca a registrare una maggior quantità di luce, aumentando la qualità finale dell'immagine.

Mentre i produttori si fanno la lotta presentando top smartphones con fotocamere leggermente diverse (ma sostanzialmente uguali) tra loro, dei ricercatori di Singapore della Nanyang Technological University stanno lavorando su un nuovo sensore basato sul grafene, più sensibile alla luce di ben 1.000 volte rispetto ai sensori attuali CMOS e CCD e che richiedono appena decimo dell'energia.

Dunque, come abbiamo capito finora, se la quantità di luce è un metro di misura importante per la qualità dell'immagine, allora in futuro anche gli smartphones potranno avere sensori ancora più avanzati, ben migliori di quelli attuali.

Non si sa ancora quando i nuovi sensori entreranno in commercio.

Per altre informazioni, è possibile leggere l'articolo su Science Daily.

 

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