Brown University: Una macchina per tradurre il pianto dei neonati

 

Brown University è in grado di analizzare il pianto dei bambini attraverso 80 parametri, rivelando informazioni sulla salute fisica e mentale

Scritto da Simone Ziggiotto il 13/07/13 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2013

 

Brown University è in grado di analizzare il pianto dei bambini attraverso 80 parametri, rivelando informazioni sulla salute fisica e mentale. "L'idea è che il grido può essere una finestra nel cervello".

Ai neo genitori piace pensare di conoscere bene i propri bambini, ma sottili indizi si nascondono nelle loro grida e nei loro pianti che sono, per la maggior parte, impercettibili per l'orecchio umano e possono rivelare informazioni importanti sulla salute del bambino.

Così i ricercatori della Brown University e Women & Infants Hospital of Rhode Island sperano che il loro nuovo analizzatore di grida aiuterà ricercatori, medici, operatori sanitari a identificare possibili problemi neurologici o di sviluppo in età molto giovane.

bambino pianto

"Ci sono un sacco di condizioni che potrebbero manifestarsi in base alle differenze delle urla di un bambino", ha dichiarato lo sviluppatore Stephen Sheinkopf, assistente professore di psichiatria e studioso del comportamento umano alla Brown, in un comunicato stampa. "Per esempio, i bambini con traumi alla nascita o che hanno avuto lesioni cerebrali a seguito di complicazioni durante la gravidanza o il parto, o bambini che sono estremamente prematuri, possono essere affetti da patologie difficili da riscontrare. L'analisi del pianto può essere un modo non invasivo per ottenere più informazioni sui problemi che possono esserci nei sistemi neurobiologici e neurocomportamentali nei bambini molto piccoli".

I ricercatori dicono che il loro strumento opera in due fasi. Nella prima fase, la registrazione delle urla bambino viene spezzata in sessioni di 12,5 millisecondi e ciascuna viene analizzata per una serie di parametri, tra cui il volume acustico e con quale frequenza si verificano determinate caratteristiche. Durante la seconda fase, i 'frame' sono rimessi insieme e viene analizzato il silenzio - la pausa tra i "wahhh". Il tempo che intercorre tra queste esternazioni è registrato, e tutto questo permette alla macchina di analizzare una serie di variabili.

La metodologia di funzionamento è un po' complicata nella realtà, ma basta sapere che in definitiva lo strumento è in grado di valutare 80 parametri, fornendo una "visione uditiva del cervello del bambino".

Barry Lester, direttore del Center for the Study of Children at Risk alla Brown ha studiato il pianto dei bambini per anni e dice che la ricerca in realtà risale agli anni '60. La scoperta ha indotto ulteriori indagini in quanto il pianto di un bambino può rivelare importanti informazioni sulla sua salute fisica e mentale.

"L'idea è che il grido può essere una finestra nel cervello", ha detto Lester. I disturbi neurologici possono effettivamente influenzare il modo che un bimbo ha di controllare le sue corde vocali. Lester ha anche pubblicato diversi articoli che rivelano che il pianto di un bambino può essere collegato a problemi che derivano da una serie di fattori, tra cui l'esposizione prenatale della droga e alla malnutrizione.

Il nuovo analizzatore offre ai ricercatori uno strumento per valutare le grida dei bambini molto più velocemente e in modo più dettagliato rispetto ai sistemi precedenti che comprendevano delle letture visive dei cambiamenti di frequenza delle urla nel corso del tempo, con i tecnici che dovevano analizzare manualmente a computer le frequenze registrate.

Il team prevede di rendere lo strumento a disposizione dei ricercatori di tutto il mondo e, in particolare, di chi si occupa di casi di autismo, che pare sia una particolare area di interesse.

"La diagnosi precoce di disturbi dello sviluppo è fondamentale", ha detto Lester. "Si può arrivare ad intuire le cause di questi disturbi e intervenire di conseguenza per prevenire o ridurre la gravità del problema.".

L'aspetto migliore di tutti, forse, è l'approccio completamente non invasivo nel bambino.

 

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