Crowdfunding: Il Regolamento che ammazza le Startup

 

Mentre tutta la stampa italiana brinda al nuovo regolamento varato dalla Consob sul sistema del Crowdfunding, a leggere le norme presenti, mi viene da chiedere che cosa ci sia da festeggiare

Scritto da Redazione il 13/07/13 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2013

 
Mentre tutta la stampa italiana brinda al nuovo regolamento varato dalla Consob sul sistema del Crowdfunding, a leggere le norme presenti, mi viene da chiedere che cosa ci sia da festeggiare.

Appare evidente che chi festeggia per queste norme improbabili, non abbia mai investito un solo euro in una startup.

Quella prodotta dalla Consob, è una ennesima legge che manifesta grosse lacune sul profilo tecnico, evidenziando come ancora una volta, chi redige la norma non ha la minima conoscenza del sistema e non vive sul pianeta terra come tutti gli esseri umani.

Che cos'è il crowdfunding ?

Il crowdfunding è un sistema collaborativo attraverso il quale è possibile ottenere anche ingenti raccolte di denaro sfruttando il principio che un piccolo sforzo moltiplicato per un numero elevato di partecipanti, consente di ottenere un buon risultato.

Attraverso il crowdfunding è stato possibile finanziare progetti anche costosi, tra i quali lo smartwatch Pebble e la console Android Ouya, due progetti ai quali Pianetacellulare ha partecipato direttamente.

Cosa dice il regolamento?

Il regolamento stabilsce una piena libertà fino a 500 euro di sottoscrizione, oltre i quali scatta l'obbligo di appoggiarsi a una banca o a una società di gestione del risparmio, la quale pretenderà ovviamente il proprio compenso e l'accensione di un conto titoli, tutt'altro che gratuito.

Avete capito bene: se avete 1000 euro in tasca, frutto del vostro lavoro e sulla quale lo Stato Italiano vi ha già fatto pagare oltre il 50% di pressione fiscale, non siete liberi di poterli investire e nemmeno buttarli via; ma dovrete rivolgervi ad una banca che, ovviamente a pagamento, vi dirà se potete o meno rischiare quei 1000 euro.

I limite a carico dei privati è comunque di 1.000 euro l’anno, mentre per le persone giuridiche si potrà arrivare a 10.000. 

Basta farsi un giro veloce su Kickstarter e piattaforme simili, per vedere come il 90% dei progetti non sarebbe compatibile a questo limite. E limiterebbe alla scelta di 1-2 progetti all'anno, visto che il limite di 1000 euro si raggiunge rapidamente.

Parlo per esperienza diretta, come investitore poco attivo: ho speso nel 2013 circa 800 dollari tra la piattaforma Android Ouya e lo SmartWatch Pebble.
Praticamente, non potrei più fare nient'altro fino a Gennaio 2014, considerando anche il fatto di aver partecipato in forma marginale a questi due progetti.
Se avessi partecipato in forma appena appena più spinta, sarei già ampiamente fuorilegge.

La cosa veramente assurda, tipica italiana, è che non esiste alcun limite personale nel giocare per esempio ai Gratta e Vinci o al Superenalotto, dove è possibile davvero rovinarsi per sempre, mentre vengono imposti limiti sulle attività di investimento.

Ma non finisce qui. Il regolamento Consob è un colpo mortale al sistema Startup che lo rende di fatto ingestibile per la quasi totalità dei progetti.

Secondo quanto riportato dal regolamento, oltre il limite assurdo che indica in 83 euro al mese "una cifra di rischio rilevante", ci sono altri punti pronti a distruggere un mondo che fino ad oggi ha dovuto fare i conti solo con le proprie scarse risorse, ovvero :

ai fini del perfezionamento delle offerte, spetta al gestore del portale verificare che una quota almeno pari al 5% degli strumenti offerti sia stata sottoscritta da investitori professionali o da fondazioni bancarie o daincubatori.

Questa è il primo punto ammazza startup.
O regalate il 5% a qualcuno o sperate di convincere una banca a finanziare una parte del progetto con capitale di rischio. 

E ancora

Per avere la certezza dell’esistenza delle risorse da destinare all’effettiva sottoscrizione degli strumenti finanziari, i fondi necessari al perfezionamento degli ordini vengono versati in un conto indisponibile intestato all’emittente acceso presso le banche o le imprese di investimento a cui sono trasmessi gli ordini. Agli investitori è comunque riconosciuto il diritto di revoca in caso di cambiamenti significativi della situazione dell’emittente o delle condizioni dell’offerta (art. 25).

Un altro vincolo ingestibile, visto che si dovrebbero aprire conti correnti per incassare magari pochi soldi, con tutte le problematiche del caso, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle transazioni nella fase iniziale

Non resta che prenotare un biglietto aereo e scegliere una nuova patria. Lasciate ogni speranza voi che entrate !
 

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