Scanner 3D del futuro neanche troppo lontano

 

Se da una parte i ricercatori del MIT preparano uno scanner in grado di elaborare immagini in 3D con una tecnologia a basso consumo energetico, in aeroporto stanno per arrivare gli scanner in grado di capire se un liquido può essere esplosivo o meno

Scritto da Simone Ziggiotto il 29/11/13 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2013

 

Scanner 3D del futuro neanche troppo lontano

Se da una parte i ricercatori del MIT preparano uno scanner in grado di elaborare immagini in 3D con una tecnologia a basso consumo energetico, in aeroporto stanno per arrivare gli scanner in grado di capire se un liquido può essere esplosivo o meno.

I ricercatori del MIT hanno capito come creare immagini nitide di oggetti scarsamente illuminati utilizzando singoli fotoni, il tutto in 3D. La tecnica non comporta la necessità di avere un nuovo hardware. Il team di sviluppatori ha lavorato con un rilevatore di fotoni standard che ha 'sparato' a bassa intensità impulsi di luce laser visibili su alcuni soggetti scarsamente illuminati.

La magia avviene dagli algoritmi che sono stati sviluppati a livello software, con il calcolo delle variazioni di tempo necessarie per i singoli fotoni di tornare indietro al laser dopo che hanno 'toccato' la superficie di un oggetto. Quindi, il software rileva ed ottimizza il rumore dei dati raccolti (come mostrato nella foto sopra), elaborandone l'immagine finale. Il risultato è una immagine ad alta risoluzione creata con circa un milione di fotoni.

Questa nuova tecnologia apre a nuove possibilità per il rilevamento di oggetti mantenendo basso il consumo energetico, per esempio, o addirittura consentirebbe di realizzare telecamere spia che potrebbero virtualmente vedere nel buio.

Rimanendo in tema di scanner 3D, chi viaggia in aereo è a conoscenza delle restrizioni sui liquidi che possono essere trasportati nel bagaglio a mano in aereo. Questi potrebbero avere i giorni contati. Gli scienziati del laboratorio di ricerca americano di Los Alamos, nel New Mexico, hanno infatti messo a punto una nuova tecnologia di screening in grado di stabilire in pochissimo tempo se un liquido rappresenta una potenziale minaccia (quindi se trattasi di un liquido esplosivo) o meno. Il sistema, chiamato MagRay, è in parte finanziato dal Dipartimento Usa di Homeland Security.

 

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