Datagate, i Giganti della Tecnologia contro i governi

 

Otto aziende, tra cui Apple, Google e Microsoft, chiedono al Presidente Obama e al Congresso d'America nuove riforme contro la sorveglianza delle persone sul web

Scritto da Simone Ziggiotto il 10/12/13 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2013

 

Datagate, i Giganti della Tecnologia contro i governi

Otto aziende, tra cui Apple, Google e Microsoft, chiedono al Presidente Obama e al Congresso d'America nuove riforme contro la sorveglianza delle persone sul web.

Stiamo spendendo sempre più tempo on-line e le nostre comunicazioni in rete sono in costante aumento in termini di quantità e gran parte di queste (se non tutte) sono tracciabili e, quindi, spiabili da altri, più che altri dai governi. E' persistente la minaccia di spionaggio non autorizzato e la violazione della privacy da agenzie governative di tutto il mondo, come è stato rivelato di recente con lo scandalo che ha riguardato la National Security Agency degli Stati Uniti.

Al fine di proteggere le imprese e le persone che utilizzano i loro servizi online, le più grandi aziende sul web hanno formato un'alleanza per portare avanti una riforma che si basa su cinque principi fondamentali. Tali società sono Microsoft, Google, Yahoo, Twitter, Facebook, LinkedIn e AOL.

In particolare, le società propongono cinque principi della riforma:

1. limitare i dati che i governi possono raccogliere sugli utenti;
2. supervisione e responsabilità;
3. trasparenza sulle richieste del governo;
4. rispettare il libero flusso di informazioni;
5. evitare conflitti tra i governi;

Lo scopo per cui è nata questa alleanza è quello di limitare il diritto dei governi di raccogliere le informazioni delle persone che navigano sul web e chiedono maggiore trasparenza sulle richieste del governo per entrare in possesso delle informazioni contenute nei database delle società. La normativa ha anche lo scopo di proseguire nel rispetto del libero flusso di informazioni ed evitare i conflitti tra i governi.

Il primo principio richiede che i governi limitino la loro sorveglianza degli individui, sospettati di irregolarità e non, evitando di raccogliere masse di dati dalle comunicazioni via Internet. Inoltre, si chiede che i governi limitino la loro capacità di costringere i fornitori di servizi (come vettori di rete) a consegnare loro i dati degli utenti (come i tabulati telefonici) senza specifica autorizzazione del tribunale. Il terzo principio vuole infatti che queste richieste del governo vengano fatte solo a seguito di una specifica sentenza del giudice, pubblica, e non devono essere tenute segrete, dovendo quindi essere rese pubbliche.

Le sette aziende vogliono maggiore trasparenza perchè "i governi dovrebbero consentire alle imprese di pubblicare il numero e la natura delle richieste governative per avere le informazioni degli utenti".

NSA, Dategate: Microsoft rinforza la sua crittografia su Internet

Quanto rivelato da Edward Snowden sugli operati della NSA ha portato Google, Yahoo e Facebook ad incrementare la crittografia dei dati scambiati su Internet Microsoft è la prossima sulla lista?

Microsoft si è pensato fosse stata quasi in una zona franca nel programma di sorveglianza della National Security Agency, eppure è anche lei nella lista delle altre grandi aziende dell'high tech che stanno cercando di migliorare la crittografia dei dati scambiati su Internet attraverso i suoi server.
 
Il gigante tecnologico sta cercando di rivedere il suo sistema per la crittografia del traffico Internet, secondo il Washington Post. Fonti vicine alla vicenda hanno detto al giornale che Microsoft sta per fare un importante cambiamento, perché crede che la NSA ha violato i suoi sistemi di comunicazione globale.

Le conclusioni di Microsoft molto probabilmente sono le conseguenze dei documenti trapelati dall'ex dipendente dell'NSA Edward Snowden

Yahoo: dati criptati dal 2014

Tutte le informazioni che attraversano i data center di Yahoo entro la fine del primo trimestre del 2014 verranno crittografare per salvaguardare la privacy degli utenti. Promessa di Marissa Mayer.

Yahoo ha annunciato che si sta impegnando nel rinforzare gli sforzi di cifratura dei dati degli utenti in tutti i servizi online offerti dalla società - questo è solo l'ultimo caso di aziende tecnologiche che cercano di placare le preoccupazioni degli utenti che sempre più sentono la loro privacy violata a seguito delle rivelazioni di Edward Snowden circa i piani del Governo americano di spiare i cittadini (e anche politici).
 
In particolare, l'amministratore delegato di Yahoo Marissa Mayer ha scritto in un post sul blog che la società sarà impegnata nel crittografare tutte le informazioni che attraversano i data center di Yahoo entro la fine del primo trimestre del 2014 (marzo). Inoltre, la Mayer ha detto che l'azienda lavorerà con i partner esteri per assicurarsi che i loro servizi vengano criptati, in primis il servizio di posta elettronica che dovrà sempre avere il famoso 'https' abilitato (quando nella barra degli indirizzi del browser web vedere all'inizio 'https' vuol dire che state navigando in una pagina protetta).
 
"Voglio ribadire ciò che abbiamo detto in passato: Yahoo non ha mai dato l'accesso ai nostri data center all'NSA o a qualsiasi altra agenzia governativa", la Mayer ha scritto. Yahoo aveva già recentemente promesso di aumentare la sicurezza del suo prodotto di posta, dicendo che intendeva aggiungere la crittografia HTTPS all'intera rete dal mese di Gennaio 2014. Le cose si stanno però muovendo con velocità, prima del previsto.
 

Eric Schmidt di Google: NSA fa spionaggio scandaloso

Il presidente esecutivo del gigante della ricerca sul web si scaglia contro la NSA dopo che il Post ha affermato che i data center di Google sono stati spiati dall'Agenzia.
Il numero 1 di Google Eric Schmidt ha rilasciato alcune dichiarazioni al Wall Street Journal in merito alle notizie che circolano nelle ultime ore, secondo cui l'Agenzia per la Sicurezza Nazionale è riuscita ad entrare nei data center Google: "è davvero scandaloso che l'Nsa si sia inserita nei data center Google, se è vero".

 
 
 

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