Siae: tassa su smartphone, tablet, PC maggiorata dal 2014

 

L'iPhone o l'ultimo modello di Samsung costano troppo? Tranquilli, perchè dal prossimo 2014 i prezzi potrebbero lievitare

Scritto da Simone Ziggiotto il 16/12/13 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2013

 

Siae: tassa su smartphone, tablet, PC maggiorata dal 2014

L'iPhone o l'ultimo modello di Samsung costano troppo? Tranquilli, perchè dal prossimo 2014 i prezzi potrebbero lievitare.

Seppur di poco, smartphone, tablet, computer, hard disk, pennette, smartwatch e altri dispositivi di elettronica potrebbero costare qualche euro in più dal prossimo anno per via di un emendamento inserito nella Legge di Stabilità, in discussione alla Camera e che si prevede tornerà al Senato.

Secondo l'emendamento, aumenterà dal prossimo anno la tassa Siae che grava su tutti i dispositivi dotati di memoria. Lo Stato lo chiama "equo compenso" e viene motivato per compensare i proprietari di copyright per eventuali usi illeciti che gli utenti possono fare con i dispositivi (l'esempio più concreto è il download di musica o film illegali).

Chi intasca la percentuale dell'equo compenso? La maggior parte andrà alla Siae, che secondo le prime stime ne riceverà il 70 per cento.

"Sono soldi sottratti all'industria dell'elettronica e quindi alle tasche dei consumatori", dice l'avvocato Guido Scorza, "Significa che un iPhone 16 GB costerà circa 4 euro in più, in quanto la componente dell'equo compenso passerà, con questo aumento, dagli attuali 90 centesimi a 5,20 euro. Per i tablet si passa dai 3,20 ai 5,20 euro, per i computer da 3,20 a 6 euro", prosegue.

Per chi non conoscesse il termine, SIAE è l'acronimo di Società Italiana degli Autori ed Editori. ed è l'ente pubblico economico a base associativa, preposto alla protezione e all'esercizio dell'intermediazione dei diritti d'autore che agisce come ente intermediario tra il pubblico e i detentori dei diritti, occupandosi di concedere licenze e autorizzazioni per lo sfruttamento economico di opere, per conto e nell'interesse degli aventi diritto, percepire i proventi derivanti dalle licenze/autorizzazioni e ripartire i proventi tra chi ne ha diritto.

Probabilmente l'incremento di 5/6 euro del costo finale di un prodotto di elettronica non porterà i consumatori a fare a meno di comprare il dispositivo, anche perchè chi è disposto a sborsare 700 euro per un iPhone se lo può permettere, certo è che non si può andare avanti ad aumentare il costo ormai di qualunque cosa, anche nel settore della tecnologia che è uno dei pochi rimasti ancora in attivo.

 

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