Xiaomi: 18,7 milioni di smartphone venduti nel 2013

 

Il giovane produttore cinese di smartphone ha venduto 18,7 milioni di unità vendute nel 2013, con un incremento del 160 per cento dal 2012

Scritto da Simone Ziggiotto il 03/01/14 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2014

 

Xiaomi: 18,7 milioni di smartphone venduti nel 2013

Il giovane produttore cinese di smartphone ha venduto 18,7 milioni di unità vendute nel 2013, con un incremento del 160 per cento dal 2012.

Occasionalmente riportiamo qualcosa come "Xiaomi vende X centinaia di migliaia di smartphone in Y minuti", ma oggi apprendiamo che il giovane produttore di smartphone ha ottenuto ottimi risultati durante tutto l'anno appena concluso, e non solo al lancio di nuovi prodotti.

L'amministratore delegato di Xiaomi, Lei Jun, ha postato su Sina Weibo - un sito di microblogging cinese - che le vendite della società sono incrementate del 160 per cento in termini di unità vendute rispetto al 2012.

Questi numeri si traducono in 7,2 milioni di unità vendute nel 2012 e 18,7 milioni di unità vendute nel 2013. Il risultato ottenuto da Xiaomi lo scorso anno è di 3,7 milioni più alto di quanto la società aveva previsto, con Xiaomi che prevedeva di arrivare a 15 milioni di unità vendute al 2013. Solo mese di Dicembre 2013 sono stati venduti 3,2 milioni di smartphone Xiaomi.

I guadagni di Xiaomi sono aumentati di conseguenza - del 150 per cento fino allo scorso anno per un totale di CNY 31,6 miliardi (5,2 miliardi di dollari americani).

Nello stile di Apple, Xiaomi ha annunciato pochissimi dispositivi, solo quattro, ma la domanda da parte degli utenti cinesi è stata altissima. Nel frattempo, Xiaomi si sta lentamente espandendo e ha aperto un negozio a Singapore per festeggiare il nuovo anno.

Xiaomi, obbiettivo 40 Milioni di Smartphones nel 2014

Dopo essere riuscita a vendere quasi 20 milioni di smartphones nel 2013, nel nuovo anno Xiaomi ha intenzione di raddoppiare.
Il cofondatore e presidente Lei Jun di Xiaomi, società cinese che realizza telefonini Android a basso costo e che a fine Agosto ha assunto l'ex dirigente di Google Hugo Barra, ha fatto sapere che per il 2014 l'obbiettivo da raggiungere è di 40 milioni di unità.
 
Se le previsioni riportate da Reuters venissero confermate, sarebbe il secondo balzo deciso verso l'alto nel giro di due anni. Basti pensare che già nel 2013 si è verificato un aumento del 160% (18,3 milioni di dispositivi venduti) rispetto ai 12 mesi precedenti.
Xiaomi per il momento opera 'solo' in Cina ma ha dimostrato l'intenzione di espandersi in altri mercati strategici proprio con l'assunzione di Barra. Solo tra un anno scopriremo se le proiezioni di Lei Jun saranno state azzardate o meno.
 

Hugo Barra parla di Xiaomi e dei 18 milioni di telefoni Android venduti

 
Sono molte le società che puntano a espandersi nell'enorme mercato della Cina. Ma c'è anche chi vorrebbe uscirne, per espandersi cercando di conquistare la popolarità in altrove.
Colui che è stato una delle menti di Google e di Android e che recentemente ha ufficializzato l'addio per tentare la nuova avventura in XiaomiHugo Barra, si trova in questa situazione che, a dirla tutta, è tutt'altro che scomoda.
 
Quest'anno la società nella quale è entrato a far parte è riuscita a più che raddoppiare le vendite dei telefoni Android rispetto all'anno precedente, passando da 7 a 18 milioni. Il risultato non è male, ma visti gli obbiettivi iniziali non è ancora sufficiente.
 
Se si considera che nell'ultimo anno in Cina è raddoppiata la base degli utenti di smartphones, arrivando a quasi 500 milioni di persone - delle quali 340 usano un dispositivo Android mentre 140 hanno un iPhone - , si scopre che il risultato è meno entusiasmante: sarebbero infatti bastati 14 milioni per non perdere quote di mercato.
Quali sono gli ingredienti giusti per riuscire ad avere la meglio in un settore talmente competitivo? Secondo Xiaomi, uno di essi è assumere un dirigente esperto di dispositivi e del sistema operativo. E ciò è stato fatto proprio con Barra. Egli stesso ha confermato a Cnet durante la conferenza parigina LeWeb che la sua assunzione è stata fatta proprio nell'ottica "di aiutare la squadra ad andare fuori dalla Cina".
 
LA CATENA DI DISTRIBUZIONE DI APPLE E' LA MIGLIORE. STIAMO CERCANDO DI FARE LE COSE IN MODO SIMILE

Barra ha confermato che il prossimo obbiettivo sarà l'Asia meridionale, un mercato "vicino e facile in termini logistici" per una società cinese, la quale è una mezza via tra Apple e Google. Ha 4.000 dipendenti e può contare su una squadra per lo sviluppo software. I prodotti vengono progettati internamente, anche se vengono dati a terzi per la realizzazione.
 
Ha poi parlato del sistema di produzione e di distribuzione dei prodotti, lodando la rivale di Cupertino. "La catena di distribuzione di Apple è la migliore che ci sia. Stiamo cercando di fare le cose in modo simile".
 
Per integrarsi meglio nella nuova realtà asiatica, durante un evento taiwanese di Xiaomi Barra ha voluto esibirsi in un karaoke con tanto di balletto, che è stato ripreso e pubblicato su Youtube. Nel video, che riportiamo alla fine dell'articolo, si può vedere quanto l'ex vice presidente di Android si sia divertito, indossando inoltre una parrucca e occhiali da sole.
 

Wozniak diventa il Testimonial dei prodotti Xiaomi

 
C'è una società cinese che sta crescendo con un grande ritmo e che ha pagato Steve Wozniak per farsi pubblicità. Si chiama Xiaomi e spera un giorno di riuscire a ripetere il successo di Apple.
 
Il cofondatore di Apple è stato pagato per comparire domenica a Pechino in un evento stampa organizzato da Xiaomi. Gli è stato chiesto di testare lo smartphone Mi 3, il più rappresentativo della società, assieme al nuovo router WiFi Mi, che un pò come i mobili Ikea viene consegnato in pezzi che poi devono essere assemblati direttamente dagli acquirenti.

Durante il "Lei Jun & Woz Tech Talk" ha dichiarato ai giornalisti che i prodotti sono "eccellenti" e "abbastanza buoni da aprire uno spiraglio nel mercato americano".
Wozniak non ha voluto specificare quanto sia stato pagato. "Non lo faccio per soldi", ha sottolineato, aggiungendo poi "vi farò sapere se ci sarà qualcosa che non mi piace di Mi 3". Ha poi ricordato che intascherà solo il 20% dell'importo pattuito, in quanto il 15% è destinato a un broker, il 12,5% al suo agente, il 37% è destinato alle tasse da pagare al governo statunitense e il 13% è destinato a tasse per lo stato della California.
 
Il telefono e il router gli sono stati regalati e sono stati consegnati in un'elegante confezione in legno riportante la sua data di nascita.
Xiaomi è una realtà molto giovane. Fontata nel 2010, si è mossa facendo passi da gigante. Il 2013 è stato un anno da record, in quanto è stato praticamente raddoppiato il volume di smartphones venduti rispetto all'anno precedente.

Dopo l'assunzione dell'ex-Google Hugo Barra, i segnali sono stati così promettenti da spingere il cofondatore Lei Jun a porre l'obiettivo per il 2014 a quota 40 milioni di terminali.
 
Mi 3 è lo smartphone più rappresentativo. Ha come caratteristiche principali una CPU Snapdragon 800 quad core, GPU Adreno 330, 2 GB di RAM, 16 GB di memoria interna, schermo con diagonale da 5 pollici e risoluzione Full HD, rete 3G, Android 4.1 Jelly Bean e una fotocamera da 13 Megapixel con apertura f2.2. E' spesso 8,1 mm e ha una batteria da 3050 mAh. E' in vendita a circa 450 euro nei colori bianco, grigio, nero, giallo, rosa e azzurro.
 

Xiaomi: ostacolo ai 40 milioni di smartphones sara' la catena di produzione

 
Il presidente di Xiaomi, la startup di smartphones Android che sta scuotendo il mercato cinese, ha detto che un intralcio al raggiungimento dell'obbiettivo di vendite è costituito dai limiti della catena di produzione.
 
Xiaomi sembra non conoscere limiti. Non ha nemmeno 4 anni di vita e, dopo aver assunto Hugo Barra, ex Google impegnato nello sviluppo della piattaforma Android, l'anno scorso è riuscita a vendere quasi 20 milioni di telefoni. Per quest'anno ha deciso di alzare l'asticella, e non di poco, puntando a 40 milioni. Tuttavia bisognerà vedere se con l'attuale organizzazione produttiva si riuscirà a raggiungere una cifra del genere.
ILIONI
In un'intervista portata alla luce dal Wall Street Journal il presidente Lin Bin ha ricordato che la produzione dei telefoni è cominciata appena due anni e mezzo fa. In quel periodo "costruivamo solo poche decine di unità al mese e ora siamo arrivati a tre milioni". "Questa velocità mostra i limiti della catena di produzione". Ha poi sottolineato che "hardware e software sono diversi", in quanto al primo serve un periodo di preparazione.
 
Secondo recenti dati IDC, Xiaomi nell'ultimo trimestre del 2013 è riuscita ad arrivare in sesta posizione tra i produttori ritagliandosi il 6% del mercato cinese.
Il prossimo obbiettivo, confermato da Barra in un'intervista rilasciata a Dicembre, sarà l'Asia meridionale, un mercato "vicino e facile in termini logistici". L'ex Google aveva anche lodato la catena di distribuzione di Apple, definendola "la migliore che ci sia". "Stiamo cercando di fare le cose in modo simile".
 
Recentemente Xiaomi ha anche assunto Steve Wozniak come testimonial. Il Woz, cofondatore di Apple assieme a Steve Jobs, ha dichiarato che i telefoni sono "eccellenti" e "abbastanza buoni da aprire uno spiraglio nel mercato americano".
 

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