Facebook potrebbe fare concorrenza a Paypal con nuovo servizio di pagamento

 

Dopo il flop del sistema Facebook Credits, una moneta virtuale utilizzata più per acquistare extra bonus nei vari giochi online, Facebook ci riprova, cavalcando anche la moda dei Bitcoin per rilanciare su grande scala una moneta virtuale da utilizzare all'interno di Facebook e, perchè no, anche negli acquisti di tutti i giorni

Scritto da Redazione il 15/04/14 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2014

 
Dopo il flop del sistema Facebook Credits, una moneta virtuale utilizzata più per acquistare extra bonus nei vari giochi online, Facebook ci riprova, cavalcando anche la moda dei Bitcoin per rilanciare su grande scala una moneta virtuale da utilizzare all'interno di Facebook e, perchè no, anche negli acquisti di tutti i giorni.

La road map finanziaria di Facebook dovrebbe iniziare lanciando un sistema che farà concorrenza a Paypal e Google Wallet, ovvero un sistema di pagamento universale da utilizzare sia per inviare soldi ai propri amici, sia per fare acquisti online, proprio come avviene oggi con Paypal.

Il vantaggio di questo tipo di sistemi è quello di non dover inserire continuamente la propria carta di credito nei vari shop online, potendo fare affidamento ad un solo interlocutore serio e affidabile, con la possibilità, inoltre, di poter riavere i soldi indietro in caso di truffa.

Secondo quando riportato dalla stampa inglese, Facebook avrebbe già avanzato la richiesta presso il sistema bancario irlandese per diventare intermediario finanziario.

Facebook Credits

Dopo il servizio di pagamento, Facebook potrebbe poi lanciare la propria valuta elettronica, da utilizzare in tanti modi, dai micropagamenti allo shopping vero e proprio.

Sfruttando circa 1 miliardo di iscritit, Facebook potrebbe contare fin da subito da un numero elevato di utenti anche se, c'è da premettere, che tra sicurezza e privacy, molti utenti non gradiranno il fatto di dover inserire la propria carta di credito, richiesta per l'autenticazione effettiva. Molti account su Facebook, infatti, utilizzano nomi di fantasia o non danno informazioni reali sulle credenziali utente.

Il rischio di flop è consistente, in un campo dove anche Google, nonostante i suoi tanti servizi, non è riuscita ad imporsi rispetto allo strapotere Paypal, oggi di proprietà di eBay che proprio dalle aste, ha beneficiato di una notevole crescita in termini di utenti e fatturato.
 

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