Pil italiano in flessione, occorre puntare su Web e Digitale

 

Nella giornata dedicata alle pubblicazioni dei dati relativi ai Prodotti Interni Lordi del primo trimestre 2014, una sorta di dichiarazione dei redditi nazionale, abbiamo la conferma di quanto l'Italia sia lontana da tutti gli altri paesi occidentali

Scritto da Redazione il 15/05/14 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2014

 

Pil italiano in flessione, occorre puntare su Web e Digitale

Nella giornata dedicata alle pubblicazioni dei dati relativi ai Prodotti Interni Lordi del primo trimestre 2014, una sorta di dichiarazione dei redditi nazionale, abbiamo la conferma di quanto l'Italia sia lontana da tutti gli altri paesi occidentali.

Il quadro economico del nostro paese presenta notevoli problematiche che, nonostate i proclami politici, continueranno a bloccare l'economia italiana ancora per diversi anni e continueranno a produrre disoccupazione a causa della continua trasformazione della nostra economia, che da una parte perde settori ad alto contenuto lavorativo per settori a bassa occupazione, come quello finanziario e immobiliare, che generano grandi volumi economici ma creano pochi posti di lavoro.

Tra i tanti Gap italiani, quello forse più assurdo è proprio quello relativo all'economia digitale, una economia ancora oggi fortemente snobbata nonostante i dati evidenzino un peso maggiore di tanti altri settori.

Prendendo i dati più recenti, elaborati da The Boston Consulting Group per conto di Google, possiamo vedere quanto il digitale incida nei bilanci Europei e quanto invece poco incida in quello italiano.

Danimarca, Svezia e Regno Unito possono contare su un settore digitale che vale dal 5.8 al 7.2% del PIL nazionale. Spagna e Italia restano fanalini di coda, rispettivamente al 2.2 e 1.9%. La Francia può contare sul 3%.

Il Pil digitale in Italia vale 31.5 miliardi di euro, con una crescita del 10% rispetto al precedente anno quando il settore si era fermato a quota 28.8 miliardi. Ad oggi, sono oltre 700.000 i lavoratori nel digitale.

Le previsioni di crescita del settore, lo collocano al 3.3% entro il 2015, per un controvalore economico di 59 miliardi di euro, cifra che potrebbe salire a 77 miliardi se si includono i possibili sviluppi in ambito Mobile (cosi detta App Economy).

Quanto vale la crescita del settore digitale in relazione al lavoro?

Gli studi effettuati indicano che aumentando del 10% la diffusione di Internet, si potrebbe creare un aumento di occupazione pari allo 0.44%, ovvero 200.000 nuovi posti di lavoro in Italia. Una cifra notevole, considerando l'attuale tasso di disoccupazione. Inoltre, sarebbero posti di lavoro qualificati, quindi in grado di generare interessanti ricadute in termini di indotto.

Considerando che la diffusione di Internet in Italia sia oggi intorno al 50%, e ben distante dai dati di penetrazione di altri paesi europei, portando la diffusione di Internet al 70% come media europea, potremmo ottenere almeno 400.000 nuovi posti di lavoro.
 
I dati italiani 2013

I dati relativi al Pil 2013 in Italia, sono stati i seguenti:

- Settore primario: 2.2%
- Costruzioni: 4.9%
- Industria: 18.8%
- Commercio e Servizi: 25.3%
- Credito e servizi avanzati: 27.9%

Il settore digitale, nonostante fiacco e poco incentivato, raggiunge quasi il settore primario, che include agricoltura, pesca e allevamento.

Se l'Italia fosse in linea con altri paesi, potremmo eguagliare tranquillamente il settore edilizio, che di contro ha un costo ambientale enorme e, come purtroppo la cronaca evidenzia, sta creando un grosso problema di ecosostenibilità.
 

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