Apple e Google, pace fatta nella guerra sui brevetti

 

Apple e Motorola (Google) Venerdì hanno raggiunto una tregua, con le due società che hanno accettato di respingere tutti i reclami di violazioni di brevetti contro l'altra - presenti, in corso e futuri

Scritto da Simone Ziggiotto il 19/05/14 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2014

 

Apple e Google, pace fatta nella guerra sui brevetti

Apple e Motorola (Google) Venerdì hanno raggiunto una tregua, con le due società che hanno accettato di respingere tutti i reclami di violazioni di brevetti contro l'altra - presenti, in corso e futuri. Hanno reso noto in una dichiarazione congiunta che "Apple e Google hanno inoltre concordato di lavorare insieme in alcune parti per la riforma dei brevetti".

Apple e i vari produttori di cellulari Android sono al centro di diverse battaglie di violazioni di brevetti l'una contro l'altra in tutto il mondo. Apple ha accusato aziende come Samsung di violare caratteristiche dei suoi iPhone e iPad, mentre le aziende sono state sulla difensiva dicendo che è Google ad aver creato la tecnologia di base (Andrid) e che Apple ha violato i loro brevetti.

Per Apple, le sue cause contro i produttori di dispositivi Android sono state aperte principalmente per avere dei soldi, sottoforma di risarcimento danni. In gioco c'è il mercato per i dispositivi mobili. Apple è popolare con le vendite dei suoi iPhone e iPad, ma Android ha superato iOS come sistema operativo mobile più diffuso al mondo, ed entrambe vogliono dominare il mercato.

Apple e vari rivali come HTC e Nokia hanno raggiunto accordi nel corso degli ultimi due anni. Tuttavia, i casi che più hanno coinvolto i media sono quelli che hanno visto di fronte al giudice Apple e Samsung. Una giuria a San Jose, in California, all'inizio di questo mese ha stabilito che entrambe le società hanno violato alcuni dei reciproci brevetti (vai all'articolo).

E poi c'è anche la questione "patent troll". Chi compra un brevetto, di solito un'azienda in bancarotta o che vuole guadagnare in malomodo, fa causa ad un'altra azienda accusandola di violare quel brevetto con uno dei suoi prodotti; tuttavia, si dice 'patent troll' quando un'azienda fa causa ad un'altra pur non utilizzando il proprio brevetto per realizzare prodotti o servizi, ma si limita a possedere il brevetto per ricavare denaro chiedendo un risarcimento del danno subito ad un'altra società per aver utilizzato la sua proprietà intellettuale.

Secondo Lex Machina, una startup della Silicon Valley che raccoglie dati per aiutare aziende come Qualcomm e Hewlett- Packard a cambiare il modo in cui affrontano cause sui brevetti e le licenze, Apple e Google sono due dei più grandi obiettivi nelle cause legali. Nel 2013, Apple è stata chiamata come imputato in 59 nuovi casi "patent troll", mentre Google è stata chiamata in 39. Apple e Google potranno ora lavorare insieme per una riforma dei brevetti al fine di limitare il continuo chiamare in causa un'azienda anche per prevenire cause di 'patent troll'.

Nel caso chiuso Venerdì, Motorola ha citato in giudizio Apple nel 2010 in quello che alcuni hanno visto come 'un attacco preventivo'. Motorola ha chiesto il 2.25 per cento di tutte le vendite nette dei dispositivi iOS prodotti da Apple che utilizzano 'brevetti essenziali standard del settore' che sono di proprietà di Motorola. Apple ha poi presentato una denuncia contro Motorola Mobility nel marzo 2011. Le società che possiedono i brevetti essenziali del settore sono tenute a offrire in licenza tali tecnologie in modo "equo, ragionevole e non discriminatorio". Apple ha accusato Motorola di voler una percentuale troppo alta come royalty per l'utilizzo dei suoi brevetti, che coprono nel tal caso lo streaming video e la tecnologia Wi-Fi.

Nel corso del procedimento giudiziario, molte delle affermazioni di Motorola sono state respinte, lasciando la società con poche cartucce. Un giudice della corte distrettuale nel giugno del 2012 ha chiuso l'intero caso di Apple contro Motorola, dicendo che nessuna delle due società è stata in grado di dimostrare che realmente una ha danneggiato l'altra. Il giudice ha ordinato, inoltre, che nessuna delle due avrebbe potuto fare reclamo. Tuttavia, una corte d'appello a fine aprile ha riaperto il caso e ha stabilito che un processo poteva essere fatto. Ora, Venerdì scorso, si è giunti a questo accordo. Come mai questa fretta? Dal momento che Motorola ora non è più di Google, perchè Big G ha raggiunto un accordo per vendere Motorola al produttore cinese Lenovo PC per 2,9 miliardi di dollari, l'accordo in questione probabilmente segue la decisione di Apple di risolvere il caso prima che sia troppo tardi (meglio un accordo con Google piuttosto che con Lenovo, in fin dei conti).

Riepilogando, quello che più conta, è che Google e Apple hanno siglato una tregua che porrà fine alle infinite cause legali pendenti, presenti e future, siglando di fatto una base per un possibile accordo futuro sulle grandi problematiche inerenti i brevetti.

 

Ultime notizie

 
 

Notizie per Categoria

 
 

Seguici

 

Promozioni Consigliate

 
Vuoi restare aggiornato ?