Cina vs Microsoft: Windows 8 invade troppo la privacy degli utenti

 

Microsoft e la Cina sono in disaccordo sulla questione dello cyberspionaggio, con Windows 8 accusato di raccogliere troppe informazioni degli utenti

Scritto da Simone Ziggiotto il 06/06/14 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2014

 

Cina vs Microsoft: Windows 8 invade troppo la privacy degli utenti

Microsoft e la Cina sono in disaccordo sulla questione dello cyberspionaggio, con Windows 8 accusato di raccogliere troppe informazioni degli utenti.

L'emittente statale China Central Television si è scagliata Mercoledì contro l'ultima versione di Windows, accusata di raccogliere una grande quantità di dati sulle società cinesi. In una trascrizione dell'intervista trasmessa dalla televisione locale CCTV pubblicata dal Wall Street Journal, un accademico ha condiviso la sua opinione sul tipo di dati che Microsoft può presumibilmente raccogliere attraverso il suo sistema operativo.

"E' molto facile per i fornitori di sistemi operativi ottenere vari tipi di informazioni sensibili dell'utente" Ni Guangnan, un accademico presso l'Chinese Academy of Engineering, ha detto. "Può raccoglire dati sulla propria identità, le informazioni sull'account, l'elenco dei contatti, il numero di telefono cellulare. Unendo questi dati di più persone, e facendo una attenta analisi, si possono ottenere le informazioni sulle attività della nostra economia nazionale e sulla nostra società".

Giusto per gettare benzina sul fuoco, Guangnan ha poi menzionato dei documenti classificati trapelati da Edward Snowden come prova che Microsoft ha collaborato con il governo americano per ottenere dati crittografati sulle persone attraverso Internet.

In risposta alle dichiarazioni rilasciate durante l'intervista, Microsoft ha utilizzato il proprio account di Weibo (il social network più popolare nel paese) per confutare le accuse e negare tutte le accuse di spionaggio fatto da Microsoft in collaborazione con il governo degli Stati Uniti. Le smentite di Microsoft si suddividono in cinque punti:

- [Microsoft non ha] mai "assistito il governo in qualunque attacco verso un altro governo o clienti"
- [Microsoft non ha] mai "fornito alcuna autorità al governo di accedere direttamente a prodotti o servizi"
- [Microsoft non ha] mai fornito una 'backdoor' per prodotti o servizi.
- [Microsoft non ha] mai fornito dati o le informazioni dei clienti al governo degli Stati Uniti o alla NSA.
- [Microsoft non ha] mai "nascosto eventuali richieste da parte dei governi di avere informazioni sui propri clienti."

La 'guerra a parole' che c'è tra Microsoft e la Cina fa parte di una battaglia molto più ampia che c'è tra gli Stati Uniti la Cina. Le accuse di cyberspionaggio tra i due paesi non sono di certo una novità, ma dal momento che le rivelazioni dell'attività di spionaggio della NSA sono trapelate lo scorso anno, la Cina ha colto l'occasione per accusare società come Microsoft, Google e Apple di collaborare con la NSA per raccogliere dati e rubare segreti di Stato. I colossi della tecnologia hanno riconosciuto che sono tenuti a condividere alcuni dati dei loro clienti su richiesta del governo, ma hanno negato che collaborano con il governo o che hanno mai costruito delle backdoor nei loro prodotti e servizi per consentire ai dati di essere dirottati.

Proprio oggi, giusti per rimanere in tema di violazione della privacy, la società di comunicazioni Vodafone ha rivelato che alcuni governi sono capaci di sorvegliare la sua rete, quindi di monitorare le comunicazioni dei suoi clienti. Le rivelazioni arrivano da un rapporto pubblicato oggi, unico nel suo genere sul The Guardian.

 

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