Arpa Piemonte: Radiazioni cellulari in riduzione con evoluzione tecnologica

 

Siamo esposti quotidianamente ad una infinità di sorgenti elettromagnetiche, alcune naturali dovute al pianeta Terra stesso, altre artificiali, ovvero prodotte dalla tecnologia umana

Scritto da Redazione il 15/06/14 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2014

 

Arpa Piemonte: Radiazioni cellulari in riduzione con evoluzione tecnologica

Siamo esposti quotidianamente ad una infinità di sorgenti elettromagnetiche, alcune naturali dovute al pianeta Terra stesso, altre artificiali, ovvero prodotte dalla tecnologia umana.
Tra quelle artificiali, la telefonia mobile è oggi considerata una delle principali responsbili in termini di apporto rispetto al totale, per via della sua diffusione e ovviamente per l'utilizzo di radiofrequenze per inviare e ricevere i segnali.


Il Comitato Regionale per le Comunicazioni (CoReCom) ha pubblicato i dati forniti da uno studio condotatto dall'Agenzia Regionale per l'Ambiente del Piemonte, con oggetto l'analisi e la misurazione dei campi elettromagnetici prodotti dai cellulari e dalla reti di telecomunicazione.

Un nuovo studio che ha permesso di effettuare una misurazione scientifica sulla esposizione degli utenti ai campi elettromagnetici prodotti dai cellulari.

Secondo i dati pubblicati, la misurazione scientifica effettuata ha rilevato come con l'aumentare dell'evoluzione tecnologia, siano in riduzione i valori di radiazione (SAR) emessi dai cellulari.

Come possiamo vedere da questo schema, alle frequenze più basse (Telefonia, Reti, Microonde, ecc)  corrispondono le radiazioni non ionizzanti mentre a quelle più elevate le radiazioni ionizzanti, quali i raggi x e i raggi gamma, dei quali conosciamo gli effetti nocivi.

Una chiamata effettuata su rete 3G, come riportato dall'ARPA, oggi produce un campo elettromagnetico tra le 10 e le 100 volte infriore rispetto alla precedente rete 2G (GSM), anche in considerazione che una potenza di segnalare maggiore, produce una esposizione fortemente inferiore a carico dell'utente.

Basta allontanarsi di appena 30 centimetri, più o meno la distanza permessa da un sistema di vivavoce o mediante auricolare, e l'esposizione alle radiazioni viene ridotta tra l'80 e il 90%.

In passato, l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) aveva classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza utilizzati in campo di telefonia mobile, tra gli agenti possibilmente cancerogeni (gruppo 2B), con possibile interessamento del neuroma del nervo acustico.

Per quanto i dati siano ancora fortemente incerti, più volte viene consigliato l'utilizzo di auricolare o vivavoce per efefttuare le chiamate, soprattutto per gli utenti che ne fanno un grande utilizzo.

Leggendo i tanti studio realizzati in tutto il mondo, possiamo vedere come sia ancora oggi una materia piuttosto complicata da analizzare, soprattutto per il fatto che la telefonia mobile "di massa", sia un fenomeno relativamente recente.

Secondo quanto consigliato dai vari istituti che si occupano di salute, possiamo prendere in esame alcune linee guida ovvero:

- utilizzare vivavoce o auricolare per effettuare chiamate;
- evitare di fare o ricevere chiamate in aree con scarsa copertura di rete;
- evitare di tenere il cellulare in tasca, soprattutto per l'utenza maschile.
 

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