Copia privata: Rincari pesanti mentre la SIAE spende 200 milioni di euro

 

Dopo aver fatto inizialmente marcia indietro sui possibili aumenti e promesso un dialogo con i produttori, il governo rilancia al rialzo le tariffe per la copia privata, nel solito assordante silenzio di tanti media, forse troppo impegnati a raccontare di mondiali e cagnolini

Scritto da Redazione il 22/06/14 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2014

 

Copia privata: Rincari pesanti mentre la SIAE spende 200 milioni di euro

Dopo aver fatto inizialmente marcia indietro sui possibili aumenti e promesso un dialogo con i produttori, il governo rilancia al rialzo le tariffe per la copia privata, nel solito assordante silenzio di tanti media, forse troppo impegnati a raccontare di mondiali e cagnolini.

L'aumento su alcuni segmenti e tutt'altro che irrisorio e, dopo l'aumento dell'aliquota IVA, aumenta ulteriormente la quota di tassazione a carico dei dispositivi tecnologici che rendono sempre più elevati i prezzi italiani rispetto a quelli francesi o tedeschi.

L'assurdità consiste anche nel fatto che al compenso SIAE andrà aggiunta l'IVA, aumentando di fatto l'incidenza dei compensi di un ulteriore 22%.

Gli smartphone subiranno un ritocco da 0.90 euro a 4 euro fino a 16 GB di memoria cosi come i tablet Pc, prima esenti.
Le memory card, SD o microSD, subiranno un incremento a 0.36 uro mentre 0.20 per i DVD

Come al solito, per far digerire l'ennesimo aumento di tasse, il decreto prevede che una parte di questi introiti possano andare a finanziare la promozione dei giovani artisti.

In un tweet, il ministro Franceschini rende palese la totale estraneità al mondo reale:
"Firmato decreto copia privata. Il diritto d'autore garantisce la libertà degli artisti e i costi vanno sui produttori, non sui consumatori."

Qualcuno spieghi al ministro, che tutte le tasse sui produttori in un modo o nell'altro, arrivano poi a carico degli utenti, gli unici a rimetterci come al solito.

Lo scandalo SIAE

Invece di colpire il carrozzone SIAE si preferisce mettere nuovamente le mani in tasca agli italiani. Una catorcio che costa 200 milioni di euro all'anno e vanta debiti per oltre 1 miliardo di euro, dei quali gran parte proprio con gli autori (987 milioni di euro)

La SIAE riesce a spendere ben 200 milioni di euro per raccogliere e ridistribuire 535 milioni di euro, che salgono a 608 milioni grazie ai compensi della copia privata.

Una assurdità degna del nostro paese e ovviamente lontana anni luce dalla media europea, la quale magicamente scompare quando si tratta di tagliare.
Con i suoi 1298 dipendenti (dati 31 dicembre 2012: 47 dirigenti, 107 funzionari, 1138 impiegati), la SIAE vanta le peggiori performance rispetto a gran parte dei paesi europei: peggio di noi solo Romania e Grecia.

Il bilancio Siae è infatti sostanzialmente in perdita, salvato esclusivamente dai proventi finanziari (interessi su depositi), ovvero un conto economico tenuto in piedi da attività cosidette straordinarie. 
Il bilancio leggermente positivo del 2012, l'ultimo disponibile ad oggi, evidenzia infatti che senza la componente finanziaria, la SIAE sarebbe in perdita di circa 30 milioni di euro.

Perchè invece di adeguare le tasse agli altri paesi europei, non adeguiamo anche il costo degli enti pubblici?
 

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