Spotify fa guadagnare gli artisti piu' di iTunes in Europa

 

Nei primi tre mesi del 2014 il reddito degli artisti musicali clienti di Kobalt ottenuto da Spotify ha superato quello ricevuto da iTunes di Apple

Scritto da Simone Ziggiotto il 06/11/14 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2014

 

Spotify fa guadagnare gli artisti piu' di iTunes in Europa

Nei primi tre mesi del 2014 il reddito degli artisti musicali clienti di Kobalt ottenuto da Spotify ha superato quello ricevuto da iTunes di Apple. E' la prima volta in assoluto. La prova che le entrate dell'industria musicale stanno sempre più deviando dalle vendite di contenuti digitali allo streaming.

Nella settimana in cui Taylor Swift ha chiesto ai gestori di Spotify di togliere dal servizio tutte le sue canzoni, l'editore musicale Kobalt ha annunciato che nei primi tre mesi del 2014 il reddito dei cantautori ottenuto da Spotify ha superato quello ricevuto dagli acquisti su iTunes di Apple. E' la prima volta in assoluto che questo accade.

Parlando alla conferenza Web Summit, l'evento tech più grande d'Europa in programma a Dublino, il fondatore e CEO di Kobalt Willard Ahdritz descrive l'azienda come una "società di tecnologia con un forte DNA di musica". Kobalt rappresenta più di 6.000 artisti e cantautori, e 450 case editrici, fornendo loro le statistiche aggiornate in tempo reale di dove le canzoni vengono suonate e assistono nella riscossione dei diritti. Tra i clienti di Kobalt ci sono Björk, Lenny Kravitz e Paul McCartney.

Kobalt Spotify Supera Itunes
Il grafico di Kobalt che mostra il sorpasso di Spotify su iTunes

"La gente ha paura perché non ha visto un soldo", dice Ahdritz, "ma Spotify sta pagando un sacco di soldi. YouTube sta pagando un sacco di soldi. Sappiamo che ci sono miliardi di dollari in uscita.".

Anche se limitato ad una sola società (Kobalt ), questo traguardo rappresenta un'ulteriore prova che le entrate dell'industria musicale stanno sempre più deviando dalle vendite di contenuti digitali allo streaming. Negli Stati Uniti, ad esempio, il valore totale delle vendite di musica digitale si è tenuto sostanzialmente stabile nella prima metà dell'anno, secondo la Recording Industry Association of America, ma le entrate dai download digitali è sceso del 12 per cento, mentre lo streaming di musica è vertiginosamente salito del 28 percento.

C'è un cambiamento fondamentale nel mondo della musica. Dopo decenni in cui la musica è stata venduta per essere un prodotto che poi i consumatori possono possedere per sempre - che si tratti di una traccia digitale, un CD o un disco in vinile - si passa ad un'era in cui la musica è 'in affitto'. Oggi, non si compra un brano o un album; si paga un canone di abbonamento per avere accesso ad una libreria apparentemente infinita di musica (o si può avere accesso anche gratuitamente, ma in tal caso bisogna 'sopportare' la pubblicità).

Non è solo il modo di ascoltare la musica che si sta trasformando, ma il nostro modo di interagire con gli artisti come persone. "Gli artisti devono ripensare il modello che sono", dice Derek Fung di Tunezy, anch'esso intervenuto al Web Summit. Tunezy è una società che porta i fan dagli artisti, fornendo accesso ai backstage dei concerti, organizza incontri di chat on-line o creano altre esperienze del genere per avvicinare i fan ai loro artisti preferiti. Ad esempio, Fung ricorda come i fan del rap hanno pagato 100 dollari ciascuno per una cena con Naughty by Nature [gruppo musicale hip hop statunitense] per celebrare il 20esimo anniversario del singolo "Hip-hop Hooray". "Non si tratta solo di vendere il prodotto," Fung consiglia agli artisti, "ma vendere se stessi".

 

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