Rim: Possibile taglio da 2 a 6 mila dipendenti

 

La crisi RIM era prevedibile, visti i recenti flop finanziari ed il numero elevato di unità invendute degli smartphone BlackBerry e dei tablet PlayBook, rimasti per lo più negli scaffali

Scritto da Simone Ziggiotto il 29/05/12 | Pubblicata in Rim | Archivio 2012

 

RIMLa crisi RIM era prevedibile, visti i recenti flop finanziari ed il numero elevato di unità invendute degli smartphone BlackBerry e dei tablet PlayBook, rimasti per lo più negli scaffali.

Secondo fonti vicine l'azienda, ci sarà un taglio al personale compreso tra due a sei mila persone, un numero piuttosto elevato considerando il totale di 16 mila dipendenti sparsi in tutto il mondo nelle varie sedi RIM. 

Il primo taglio, quello relativamente light compreso tra 2.000 e 3.000 dipendenti, dovrebbe consentire alla società un risparmio di almeno 1 miliardo di dollari, abbastanza per contrastare il crollo di profitti e ricavi.

Sono sempre di piu' gli utenti che preferiscono piattaforme alternative a quella di RIM, in primis Android di Google e iOS di Apple.

Per cercare di ri-lanciare la propria piattaforma mobile, tuttavia, RIM sta sviluppando proprio in questi ultimi mesi il nuovo BlackBerry 10 con il quale spera di recuperare terreno, dopo aver primeggiato per diversi anni in testa alle classifiche smartphone.

Tornando alla crisi, RIM è riuscita a vendere soli 150 mila PlayBook nel trimestre di dicembre dello scorso anno, e il calo di vendite si è registrato maggiormente sul mercato statunitense.

RIM

Secondo gli studi IDC, il market share di RIM è calato del 6.4 per cento, mentre Android è arrivato al 59 per cento e Apple iOS al 23 per cento. 

Cosa ne sarà del futuro di RIM? Tutto dipenderà da come gli utenti prenderanno in considerazione l'atteso Blackberry 10, su cui l'azienda punta molto.

Il peso del magazzino

Secondo i dati ufficiali, gli stock di Rim ammonterebbero a ben 1,03 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 618 milioni dello scorso anno. Le stime di vendita, evidenziano un saldo poco incoraggiante di 197 milioni (-72%) e un fatturato a quota 3.64 miliardi per il prossimo trimestre, in flessione del 26% rispetto allo scorso anno. 

 

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