Samsung e i telefonini Galaxy: le radici di una politica sbagliata

 

Facendo da qualche anno questo lavoro, non sono affatto stupito che Samsung continui a presentare tutt'oggi vagonate di nuovi telefoni

Scritto da Maurizio Giaretta il 11/02/13 | Pubblicata in Samsung | Archivio 2013

 

Facendo da qualche anno questo lavoro, non sono affatto stupito che Samsung continui a presentare tutt'oggi vagonate di nuovi telefoni. La politica di "annunciare smartphones a raffica" prosegue in modo integerrimo, nonostante la casa hi-tech coreana abbia raggiunto la vetta del mercato della telefonia mondiale.

Nell'ultima settimana, tanto per fare un esempio, abbiamo assistito al lancio di tre nuovi membri della famiglia Android. Stiamo parlando di Samsung Galaxy Express (nella foto sotto), di Galaxy Young e di Galaxy Fame, ovvero di tre smartphones di media fascia che non aggiungono nulla al portafoglio prodotti già esistente. Unici elementi interessanti sono la presenza di Android 4.1 Jelly Bean e la modalità Dual SIM.

Ora apriamo una piccola parentesi proprio sul sistema operativo: se si è tra coloro che vogliono una piattaforma che venga aggiornata con costanza, sconsigliamo di acquistare questo genere di dispositivi poichè, come dimostrato storicamente, tendono a finire nel dimenticatoio di Samsung stessa e degli operatori di telefonia nazionali. E' meglio optare per un telefono di prima fascia o per un modello Nexus. Parentesi chiusa.

Apple, la rivale per eccellenza, solo un iPhone all'anno riesce (quasi) a tener testa all'intera gamma di telefonini Galaxy. Samsung lo sa e per ottimizzare i processi interni vorrebbe portare nei negozi dei prodotti costruiti internamente dalla A alla Z, partendo proprio dal sistema operativo. Non a caso quest'anno presenterà dei nuovi modelli con piattaforma Tizen.

A che cosa serve presentare telefonini su telefonini che non aggiungono nulla al portafoglio Android?

Considerata l'evoluzione della società asiatica e le intenzioni di dare il via a un nuovo circolo virtuoso, sorge una domanda spontanea: a che cosa serve la presentazione di questi tre nuovi telefonini, che per giunta - ribadiamo - non aggiungono nulla al portafoglio di dispositivi Android? O più in generale, a che cosa serve continuare ad annunciare telefonini su telefonini quando invece ne basterebbero pochi (ma buoni)?

Ah, tanto per ricordare, appena un mese fa è stato presentato Galaxy S2 Plus . Nessuno ha ancora capito a che cosa sia servito questo annuncio, considerato che tra qualche settimana sarà presentato in pompa magna Samsung Galaxy S4.

Samsung riflette l'intero problema della frammentazione di Android

Samsung si riflette l'intero problema della frammentazione di Android. Come venditore numero 1 di telefonini con la piattaforma di Google, mettere in commercio tutti questi modelli e dimenticare di aggiornarli, inoltre, oltre al disappunto degli utenti non aiuta la piattaforma Android a crescere. Non è affatto una sorpresa che uno sviluppatore cominci a scrivere le proprie applicazioni prima per l'App Store e solo in un secondo momento per Google Play.

Fotogallery

Continuare a sfornare smartphones provoca un importante effetto negativo: la società stessa e gli operatori non riescono a seguire l'ondata di telefonini nuovi che vengono presentati. Tanti finiscono, anche ingiustamente, nel dimenticatoio e non vengono aggiornati alle nuove versioni di Android. Infatti è noto da tempo che per avere un telefonino (o un tablet) con la garanzia che venga aggiornato almeno per due anni bisgna acquistare un modelloa brand Nexus.

Muoversi senza una strategia chiara significa, oltre ad abbandonare tanti utenti, tradirne molti altri

Traduciamo queste parole in realtà. Coloro che hanno acquistato il primo Galaxy S e Galaxy S Plusspendendo non meno di 400 euro, si sono trovati esclusi dall'aggiornamento Ice Cream Sandwich e oggi si devono accontentare di usare Android 2.3.6 Gingerbread. E' vero, volendo si può sfruttare la natura open source di Android facendo root e installando ROM personalizzate (per esempio CyanogenMod). Ma se tentiamo di installare Android 4.1 Jelly Bean in questa maniera, c'è il rischio di rovinare il telefono. Tuttavia anche se l'operazione andasse a buon fine, si scopre che con la ROM la fotocamera è disabilitata.

Muoversi senza una strategia chiara significa anche, oltre ad abbandonare tanti utenti, tradirne molti altri. Provate a domandare a coloro che avevano dato fiducia a Bada se pensano di spendere ancora soldi per uno smartphone Tizen... Ricordiamo a tutti che la società coreana aveva riposto grandi speranze su quella piattaforma, inducendo molte persone a scommetterci, per poi abbandonare tutto da un momento all'altro.

Come si fa, dunque, a non sentirsi traditi?

PS: il Mobile World Congress 2013 (25-28 Febbraio) è alle porte: prepariamoci a un'altra ondata di nuovi telefonini.

 

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