MIT: Sulla Luna Internet a 662 Mbps grazie al laser LLCD

 

Se nella maggior parte del globo terrestre le connessioni Internet sono spesso un problema, con molte aree scoperte e moltissime altre con copertura scadente, andrà meglio ai fortunati astronauti che bazzicheranno dalle parti della Luna

Scritto da Redazione il 26/05/14 | Pubblicata in Scienze | Archivio 2014

 

MIT: Sulla Luna Internet a 662 Mbps grazie al laser LLCD

Se nella maggior parte del globo terrestre le connessioni Internet sono spesso un problema, con molte aree scoperte e moltissime altre con copertura scadente, andrà meglio ai fortunati astronauti che bazzicheranno dalle parti della Luna.

Grazie ad un sistema laser messo a punto dal MIT, basato su 4 telescopi situati nel Nuovo Messico e un satellite ricevente, gli astronauti potranno garantirsi una connessione a super banda larga, da ben 662 Mbps in download e 20 Mbps in upload, attraverso il quale comunicare a Terra e inviare ovviamente tutte le informazioni possibili immaginabili.

La tecnologia, denominata Lunar Laser Communication Demonstration (LLCD), è stata messa a punto dal Lincoln Laboratory del prestigioso MIT ( Massachusetts Institute of Technology's) per conto della Nasa e costituisce la prima sperimentazione della tecnologia laser a inpulsi applicata ad una distanza decisamente notevole. Il progetto era iniziato ad Ottobre 2013.

Gli impulsi laser, che avranno il compito di fare da vettore delle informazioni, viaggieranno attraverso i 384.633 km che separano la Terra dalla Luna, garantendo una linea dati da 622 Mbps in download, 19.44 Mbps in upload, con una potenzialità di circa 4800 volte quella garantita dagli attuali sistemi basato su protocollo di radio frequenza.

Uno dei grossi problemi è dato proprio dalla distanza: i segnali partiranno dalla Terra ad una potenza di 40 watts ma arriveranno in ricezione sulla Luna ad appena un miliardesimo di watt, un numero che sembra evidenziare un grosso problema ma, come invece riferito dai tecnici del MIT, è dieci volte la potenza minima necessaria per comunicare senza errori.

In questa foto, lo schema ufficiale rilsciato dalla Nasa

LLCD spiegato dalla Nasa


Una volta ricevuto l'impulso luminoso, che non sarà però percepito dall'uomo in quanto basato su uno spettro di luce ad infrarosso non visibile ad occhio umano, un mini telescopio lunare convertirà il segnale luminoso in dati riversati poi su fibra ottica.

Non finisce qui: Nel 2017, sarà testato il sistema Laser Communications Relay Demonstration (LCRD), che dovrebbe consentire di lavorare su un maggior numero di dati: 1.25 Gbps su dati codificati e 2.88 Gbps su dati non codificati, quadruplicando il potenziale rispetto al sistema testato oggi.

Sarebbe possibile utilizzare questa tecnologia sulla Terra?

Diversamente dal collegamento Terra - Luna, che gode di una linea diretta, la comunicazione sul globo terrestre deve tenere conto di due fattori: la linea d'orizzonte ed eventuali ostacoli tra i punti di comunicazione.

Come sappiamo, la forma del globo terrestre non consente di comunicare direttamente da un punto al suo opposto, ma necessita di una rete di punti visibili tra loro, per ovviare alla linea dell'orizzonte.

Inoltre, gli apparecchi dovrebbero disporre di un campo visivo totalmente libero da ostacoli.

Sarebbe invece possibile sfruttare questa tecnologia, per portare Internet in aree remoto per mezzo di droni o aerostati, con progetti già annunciati da parte di Google e Facebook.
 

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