Apple: iWatch e' in fase di sviluppo avanzato

 

Lo sviluppo di iWatch potrebbe essere a uno stadio più avanzato di quanto si pensi

Scritto da Maurizio Giaretta il 14/02/13 | Pubblicata in Smartwatch | Archivio 2013

 

Lo sviluppo di iWatch potrebbe essere a uno stadio più avanzato di quanto si pensi. Apple avrebbe assunto 100 persone per la sua progettazione e ora l'orologio con piattaforma iOS sarebbe addirittura "oltre la fase di sperimentazione".

Secondo quanto riportato da Bloomberg, la società di Cupertino a partire dall'anno scorso ha allestito un gruppo di lavoro che è man mano cresciuto fino ad arrivare agli attuali cento componenti e che "include manager, membri della divisione marketing, oltre", naturalmente, "a ingegneri hardware e software che precedentemente avevano lavorato su iPhone e iPad".

"Questo team suggerisce che Apple sia oltre lo stato di sperimentazione" ha affermato "una persona familiare con i fatti che ha preferito rimanere anonima perchè non avrebbe potuto condividere queste informazioni confidenziali".

"Questo team suggerisce che Apple sia oltre lo stato di sperimentazione"

"Il capo senior degli ingegneri James Foster e Achim Pantfoerder sono parte del team" viene inoltre riportato. "Apple ha lavorato su dispositivi indossabili con applicazioni dedicate al fitness in passato, ma non li ha mai immessi sul mercato". Una sfida principale è quella di fornire l'orologio di una batteria che non debba essere ricaricata quotidianamente.

iWatch, se mai venisse presentato ufficialmente, sarà l'orologio da polso intelligente ('smart') che consentirà un'ottimale integrazione con iPhone, iPod touch e iPad. Sarà caratterizzato da un particolare schermo flessibile, realizzato per l'occasione da Apple stessa. Inoltre il sistema operativo iOS gli consentirà di compiere funzioni specifiche (probabilmente di scaricare anche applicazioni); pertanto sarà un prodotto a se stante e non 'solo' un complemento.

Lo smartwatch infatti sarebbe integrato con l'assistente vocale Siri (cosa facilmente immaginabile, considerata la probabile difficoltà di interazione tattile su uno schermo di 1-2 pollici), ma potrebbe essere in grado di fornire indicazioni stradali grazie alla presenza delle mappe Apple, oppure si potrebbe usare per le chiamate e i messaggi.

Il CEO aziendale Tim Cook, che può annoverare tra i suoi meriti quello di aver generato ricavi alti come non mai, attualmente è sotto pressione perchè ha parzialmente perso la fiducia degli azionisti. Questi ultimi evidentemente non riescono più a vedere un futuro innovativo così come hanno fatto negli anni precedenti. Basti pensare che a metà Settembre 2012, in concomitanza con la presentazione di iPhone 5, il titolo nel Nasdaq era arrivato a un massimo di 700 dollari, mentre oggi ne vale 470.

iWatch potrebbe segnare la strada di una nuova strategia societaria per Apple

iWatch potrebbe essere il primo di una serie di dispositivi hi-tech indossabili e potrebbe segnare la strada di una nuova strategia societaria per la Mela.

"Gli investitori accoglierebbero volentieri un iWatch e alcuni di essi già affermano che il wereable computing potrebbe rimpiazzare gli smartphones nella prossima decade" scriveva pochi giorni fa il New York Times. "iWatch potrebbe riempire un vuoto nell'ecossitema Apple" gli fa eco il consulente Bruce Tognazzini, che tra l'altro ha lavorato in passato per la Mela.

In questi giorni è stato realizzato anche un curioso concept futuristico di iWatch. Come si può vedere dalla galleria fotografica, ha le sembianze di un ragno con delle 'zampette' (probabilmente molto scomode) che servirebbero a rimanere saldamente agganciato alla mano dell'utente. Non si tratta di un orologio da polso, in quanto si posiziona sul dorso della mano. Questa particolare collocazione gli consente di avere uno schermo più ampio, attorno ai 2 pollici. Per un approfondimento, consigliamo la lettura di "iWatch: Uno smartphone da polso futuristico".

Ricordiamo inoltre, sempre con riferimento alla wereable computing, Google sta lavorando al Project Glass. Gli occhialini intelligenti dovrebbero generare entro il 2015 il 3% dei ricavi del colosso dei motori di ricerca.

 

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