Social Network a lavoro: Italia la piu' intransigente

 

Che l'uso del PC per scopi ludici o ricreativi fosse proibito sull'orario di lavoro era cosa comprensibile; il trend sull'uso del social networking e dell'istant messaging a lavoro è stato chiarito da una ricerca effettuata dall'agenzia CISCO

| Pubblicata in Social Network | Archivio 2010

 

Che l'uso del PC per scopi ludici o ricreativi fosse proibito sull'orario di lavoro era cosa comprensibile; il trend sull'uso del social networking e dell'istant messaging a lavoro è stato chiarito da una ricerca effettuata dall'agenzia CISCO.

L'indagine è stata condotta a livello globale integrando ben 13 Stati sparsi in ogni continente.

Dati alla mano, in Italia il pugno dei datori di lavoro sembra essere più duro della media riscontrata: Facebook è vietato al 52% dei dipendenti a fronte del 41% totale e Twitter è proibito al 36% dei casi rispetto al 35%.

A non godere di popolarità per i datori di lavoro italiani ci sono anche i programmi di messaggistica istantanea, pc portatili personali e cellulari: ben per il 23% dei dipendenti non è possibile usare gadget personali sul posto di lavoro.

Tra gli indiziati troviamo anche lo shopping online, giochi, lettura di quotidiani, telefonate ecc.

Facendo qualche calcolo, CISCO ha provato che, con i vari motivi di distrazione e nei casi più sfacciati, un lavoratore può arrivare addirittura a lavorare solo un quarto della sua intera giornata lavorativa.
 

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