Facebook: prezzo dimezzato, titolo sotto i 20 dollari

 

A pochi mesi dallo storico esordio al Nasdaq, Facebook stenta a riprendersi dopo il crollo registrato sul listino tecnologico e in circa 3 mesi, la capitalizzazione teorica è crollata dalla stima iniziale di 104 miliardi, agli attuali 45 ma in continua discesa

Scritto da Redazione il 17/08/12 | Pubblicata in Social Network | Archivio 2012

 
A pochi mesi dallo storico esordio al Nasdaq, Facebook stenta a riprendersi dopo il crollo registrato sul listino tecnologico e in circa 3 mesi, la capitalizzazione teorica è crollata dalla stima iniziale di 104 miliardi, agli attuali 45 ma in continua discesa.

 
Andamento del titolo a 3 mesi

Partite con un prezzo iniziale di 38 dollari, oggi le azioni quotano circa 19.20 dollari, poco più della metà rispetto al prezzo iniziale e sembra che la caduta sia tutt'altro che terminata, visto che in questi giorni è scaduto l'obbligo, a carico dei primi sottoscrittori, di tenere le azioni in portafoglio.

Divieto che coinvolge un totale di 271 milioni di azioni per un controvalore di quotazione iniziale di circa 10 miliardi di dollari, e riferite alla prima tranche messa a disposizione in fase di IPO.

Ad alimentare il timore di ulteriori crolli, il fatto che molti degli storici azionisti sembrano intenzionati a sbarazzarsi il prima possibile delle azioni attualmente detenute, complice anche il rischio di ulteriori crolli vertiginosi.

Tra questi, anche dirigenti ed impiegati i quali possiedono un totale di circa 1,2 miliardi di dollari in azioni Facebook.

Molti investitori, inoltre, si sono tenuti alla larga dal titolo tecnologico, per timore che le grandi banche d'affari che hanno inizialmente gestito l'operazione, potessero creare ulteriori manipolazioni, come avvenuto nelle prime ore di quotazione.

L'unico che per ora resta decisamente felice è il fondatore, Mark Zuckerberg, l'unico del direttivo che ha potuto già vendere le proprie azioni in fase di IPO alla cifra di quotazione, ovvero 38 dollari, portandosi a casa qualcosa come 4 miliardi di dollari, più che sufficienti per una decina di generazioni senza problemi.
 

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