Falsi profili e Pedofili, tutti a caccia su Twitter

 

Una fine dell'anno scoppiettante in casa Twitter

Scritto da Redazione il 26/12/12 | Pubblicata in Social Network | Archivio 2012

 
Una fine dell'anno scoppiettante in casa Twitter.

Dopo le tante polemiche sui finti follower, disponibili a pochi dollari al chilo, arrivano due attacchi incrociati sul popolare social da 140 caratteri.

Il primo attacco, e possiamo esserne orgogliosi, è made in Italy.

Il CNR di Pisa ha infatti varato un progetto di ricerca, denominato @TheFakeProject, con l'obiettivo di creare un algoritmo automatico per individuare i falsi profili su Twitter, potendo calcolare, in base ad alcuni parametri, l'incidenza di bot e finti account conteggiati tra i follower.

Si tratta del primo passo per poter poi procedere ad una misurazione più reale e scientifica di alcuni parametri Social in rete, che putroppo oggi vengono sporcati e camuffati da account definiti Fake, ovvero finti.

FakeProject del CNR di Pisa

Quali problemi creano i falsi profili?


Beh, a dire il vero assolutamente nessuno. 

La popolarità online sui Social Network, viene solitamente definita dal numero di persone che seguono un profilo Twitter piuttosto che una pagina Facebook.

Tuttavia, avere 100.000 utenti sulla propria pagina Facebook o Twitter ma non ottenere alcun dialogo reale (mi piace, condivisioni, retweet o altro), rende questa presenza totalmente inutile.

Guardando i dati reali, inoltre, sappiamo che mediamente, da una pagina Facebook è possibile ottenere un 30% di visite mensili nel sito web collegato.

Questo vuol dire che per esempio, avere 100.000 utenti su Facebook equivale, mensilmente, a disporre di circa 30-35.000 visite.

Un numero abbastanza limitato, se consideriamo che molti siti Web viaggiano oltre 1 milione di visite mensili.

La questione numerica, per certi versi, passa in secondo piano: per un sito che vende qualcosa, sarà molto più proficuo avere 1000 utenti reali e attivi, che comprano qualcosa, piuttosto che 100.000 persone poco interessate che generano qualche migliaio di visite sul sito.

Detto questo, il problema è solo l'annosa questione delle dimensioni. Su Internet, a quanto pare, le dimensioni contano eccome.

Anonymous a caccia di Pedofili


Il secondo attacco a Twitter, arriva invece dalla celebre crew Anonymous, che annuncia di aver violato gli account Twitter a caccia di profili ritenuti potenzialmente gestiti da pedofili.

Recentemente, sarebbero stati individuati una trentina di account ritenuti sospetti e sospesi in via precauzionale.

Non è la prima volta che Anonymous colpisce in rete violando account e rendendo pubblico materiale segreto, come nei casi recenti di preti pedofili.

 
 

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