Facebook, i Mi Piace rivelano piu' dati di quanto si creda

 

I comportamenti degli utenti su Facebook svelano più informazioni personali di quante non si creda

Scritto da Maurizio Giaretta il 13/03/13 | Pubblicata in Social Network | Archivio 2013

 

I comportamenti degli utenti su Facebook svelano più informazioni personali di quante non si creda. Uno studio ha messo alla luce che, con un buon livello di probabilità, è possibile individuare età, personalità, idee politiche, etc. tracciando i "Mi Piace" che vengono cliccati dagli utenti.

La ricerca, effettuata dall'università di Cambridge e da un centro di ricerca fondato da Microsoft, ha preso in considerazione un campione di 58 mila individui. Un apposito algoritmo ha consentito, in quasi 9 casi su 10, di individuare correttamente l'orientamento sessuale dei maschi e, in 8 su 10, il credo religioso e politico. E' stato inoltre possibile risalire anche al tipo di personalità dell'utente con un margine d'errore inferiore al 40%.

E' stato individuato correttamente:

• nel 67% dei casi la presenza di una relazione sentimentale;
• nel 60% dei casi se i genitori della persona erano divorziati quando questa aveva 21 anni;
• nel 73% dei casi se il soggetto fuma;
• nel 65% se fa uso di droghe;
• nel 70% se fa uso di alcolici;
• nell'85% se è democratico o repubblicano;
• nell'88% dei casi se l'individuo è gay e nel 75% se lesbica;
• nel 93% il sesso dell'individuo;
• nel 95% la razza dell'individuo;
• nell'82% la religione dell'individuo.


Dal 2007 e dal 2012 i partecipanti hanno dato ai ricercatori accesso alle loro pagine Facebook e si sono sottoposti a una serie di test online per valutare parametri come quoziente d'intelligenza e personalità. I "mi piace", che "sono molto simili alle ricerche sul web", sono stati presi da fotografie, pagine di prodotti, libri, film, sport, musica, ristoranti eccetera.

"Clicchi 'mi piace' e lasci un commento sulla bacheca di qualcuno. Questi dati sono registrati e analizzati da sistemi che consentono di misurare il gradimento con estrema precisione" ha aggiunto Sam Gosling, uno psicologo dell'università di Austin, in Texas, che lavora su Facebook dal 2006. "Insieme, riescono ad aggiungere più informazioni di quanto non si creda" (fonte: UsaToday).

Al fine di elaborare il modello statistico, sono stati presi in considerazione gli individui che hanno cliccato Mi Piace da 1 a 700 volte. "Ogni persona in media, ha scelto 'mi piace' 170 volte" ha fatto notare Michal Kosinski, psicologo a capo dello studio.

Le tecniche usate dall'università di Cambridge sono "facilmente replicabili"

Ciò evidenzia l'eccessiva facilità con la quale si possa, anche a insaputa dell'utente, risalire a molti altri suoi dati sensibili. La grande mole di dati può essere sfruttata da società di marketing, poichè le tecniche che sono state usate dall'università di Cambridge per risalire a dati come orientamento politico, religioso, sessuale etc. "sono facilmente replicabili" (ha affermato Kosinski al Financial Times).

"Abbiamo usato metodi molto semplici e generici. Le società di marketing e quelle su internet potrebbero voler spendere più tempo ed energie in modo da ottenere dati più accurati rispetto ai nostri".

Lo studio non serve, comunque, a scoraggiare le persone a usare la tecnologia, tuttavia serve a informarle e a renderle consapevoli che un'eccessiva confidenza con i social network porta a risvolti negativi. "Vorrei scoraggiare le persone dall'astenersi dalla tecnologia" ha affermato. Inoltre, evidenziando la vulnerabilità dei dati personali, si spera che possano essere migliorate le precauzioni a tutela della privacy degli utenti.

Per approfondimenti, è disponibile in formato PDF la versione integrale di "Private traits and attributes are predictable from digital records of human behavior".

 

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