FaceBug, aperta interrogazione parlamentare

 

L'applicazione di Facebook spia i propri utenti

Scritto da Maurizio Giaretta il 03/07/13 | Pubblicata in Social Network | Archivio 2013

 

L'applicazione di Facebook spia i propri utenti. Evidentemente l'attrazione verso i dati personali della rubrica telefonica è proprio irresistibile. Dopo l'ultimo bug, che ha portato alla diffusione a persone sconosciute di oltre 6 milioni di dati archiviati nelle rubriche degli smartphones, il social network americano è stato pregato di fornire delle spiegazioni.

Il logo di FaceBug

Il Garante della Privacy è intervenuto, chiedendo chiarimenti sulle modalità di trattamento dei dati personali e su una serie di aspetti dell'applicazione. Tutte le spiegazioni dovranno essere fornite entro il 20 Luglio.

Dal canto suo, il social network di Mark Zuckerberg ha cercato di chiarire la situazione dando la colpa a un errore tecnico che avrebbe reso visibili ad alcune persone le informazioni di altri, anche se sconosciuti.

Raccogliere dati personali in maniera subdola non sarebbe, pertanto, una prassi della società americana.

Gli aspetti da chiarire in merito al funzionamento dell'applicazione e alla gestione dei dati degli utenti sono sei. L'Autorità sta aspettando di ricevere lumi su:

"1. una stima del numero totale di utenti italiani, di Facebook e non, interessati dalla indesiderata comunicazione dei dati a causa del bug;
2. la durata dell'evento;
3. i rimedi e le misure adottati per risolvere e prevenire il problema;
4. se gli utenti siano informati che i contatti della propria rubrica possono essere acquisiti e trattati da Facebook, o che lo siano i propri dati, se presenti nella rubrica di un altro utente;
5. se il bug e il trattamento dei dati abbia interessato anche non utenti di Facebook e se questi siano informati della possibilità che i propri dati possono essere acquisiti e trattati da Facebook, se presenti nella rubrica di un altro utente;
6. se agli utenti venga garantito il diritto di opposizione al trattamento dei dati
"


Nel frattempo il membro del PdL Maurizio Bianconi ha aperto un'interrogazione parlamentare su questa modalità di gestione delle informazioni personali degli utenti da parte di Facebook. Il deputato inoltre ha aggiunto che "La privacy di 13 milioni di italiani è a rischio" perchè "Facebook compie azioni di dubbia correttezza nei confronti dei dati sensibili forniti dagli utenti".

 

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