Happier, il social network della felicita'

 

Se è vero che Facebook, Instagram e Twitter sono molto usati da chi ama la solitudine ed è spesso invidioso degli altri ci pensa Happier, il social network della felicità, ad "ispirare le persone a rendere la felicità parte della loro vita

Scritto da Simone Ziggiotto il 26/07/13 | Pubblicata in Social Network | Archivio 2013

 

Se è vero che Facebook, Instagram e Twitter sono molto usati da chi ama la solitudine ed è spesso invidioso degli altri ci pensa Happier, il social network della felicità, ad "ispirare le persone a rendere la felicità parte della loro vita.".

I social network ci riguardano sempre di più, coinvolgendo buona parte della vita quotidiana di sempre più persone che spendono il loro tempo per condividere i loro interessi o anche solo per curiosare tra quelli degli amici e conoscenti. I social network sono strumenti che sono in grado di farci tenere in contatto con praticamente chiunque nel mondo, diventando di fatto un ponte di mille miglia tra la famiglia e gli amici, e non solo.

In realtà, c'è una montagna di prove, spesso controverse e spesso dibattute, costruita intorno al concetto che la solitudine e l'invidia sono aspetti chiave per l'uso sociale intensivo della rete, con le persone che vanno a preferire spesso e volentieri la conoscenza 'virtuale' piuttosto che 'umana' delle persone.

Happier

Ecco che entra in gioco Happier. Si tratta di un nuovo social network, creato una start-up di Boston, che tenta di essere la chiave per migliorare il nostro modo di esprimerci, riflettere su qualcosa e reagire a ciò che viene condiviso da noi e dalle altre persone. Happier (che tradotto in italiano significa 'Più felice') ha già un suo client per dispositivi iOS così come è accessibile via browser Web dal mese di febbraio (in futuro sarà rilasciata anche un'app per Android).

A cosa serve, concretamente, Happier? Su Happier è possibile condividere con gli altri utenti solo i momenti felici della propria vita.

Facebook, piuttosto che Twitter, spesso sono luioghi in cui ci si può sfogare, magari per aver preso un brutto voto a scuola o per aver avuto una dura giornata di lavoro e magari aver litigato col capo. Bene, tutto questo su Happier non è ammesso, almeno secondo il concetto attorno il quale è stato creato il sito.

Sui social network tradizionali è infatti possibile postare qualsiasi cosa: foto, canzoni, notizie e commenti relativi ad ogni argomento, bello o brutto che sia. Happier offre invece un nuovo spazio per condividere esclusivamente le cose positive, le esperienze piacevoli della propria vita.

HappierAl momento Happier conta oltre 100.000 iscritti che hanno già condiviso un milione di momenti felici.

L'applicazione è stata progettata in modo semplice, con un grande pulsante 'share happy' ('condividi la tua felicità') in basso, accompagnato da tabs per trovare amici e monitorare i loro interventi (è molto simile a Google Plus graficamente). Il pannello di pubblicazione consente inoltre agli utenti di aggiungere delle foto.

Happier, che ha raccolto 2,4 milioni di dollari di finanziamento l'anno scorso da Resolute.VC e Venrock, non è necessariamente stato pensato per individui afflitti da infelicità o bisognosi di risollevarsi l'animo. Piuttosto, è orientato verso una clientela simile a quella di Pinterest, in particolare alle donne in America tra i 18 ei 35 anni, come ha spiegato la co-fondatrice Nataly Kogan.

Kogan ha detto che le piacerebbe vedere che la gente prenda l'abitudine di condividere solo i loro momenti felici della giornata, e magari rispondere a quelli di altri persone. A differenza degli altri servizi, ha detto Kogan, Happier è meno luogo in cui vantarsi di sè e più luogo di interesse a celebrare la vita. E con il tempo, si crea per l'utente un archivio di ricordi piacevoli. "Questo è il modo di pensare di Happier", ha detto Kogan, "come un insieme di librerie emotive.".

Per Kogan, la felicità costante potrebbe essere trovata "concentrandosi su piccole cose positive nella propria vita.".

L'idea di Happier deriva da numerosi studi scientifici, disponibili sul sito Web della rete, che citano nozioni di come la felicità "può essere contagiosa e positiva sulla persona, contribuendo ad un sano stile di vita, così come il pensiero che anche nei giorni che sembrano più neri ci sia un qualche tipo di aspetto gioioso, non importa anche se piccolo, ma può essere utile".

In definitiva, Kogan ha deciso di non scrivere l'ennesimo libro o un articolo su uno studio scientifico sulla felicità, ma ha scelto invece di "ispirare le persone a rendere la felicità parte della loro vita.".

Potete iscrivervi al nuoco social network sul sito di Happier.

 

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