Zuckerberg: grazie NSA, ora di Facebook le persone hanno meno fiducia

 

Non è solo colpa di Facebook

Scritto da Simone Ziggiotto il 19/09/13 | Pubblicata in Social Network | Archivio 2013

 

Non è solo colpa di Facebook. Le metriche di fiducia per tutte le principali società di Internet sono cambiate dopo lo scandalo NSA, afferma il CEO del social network.

L'amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg ha ammesso mercoledì scorso che il social network - così come i suoi concorrenti - stanno subendo penalizzazioni in seguito le notizie circa i casi di spionaggio dell'Agenzia per la Sicurezza Nazionale, ad iniziare da quando il Programma Prism è venuto alla luce.

Mark Zuckerberg

Zuckerberg, parlando in una intervista con James Bennet, ha detto che la sua azienda tiene traccia della fiducia delle persone in Facebook e ogni grande azienda di Internet ritiene che questo sia rilevante. Le metriche di fiducia per Facebook, Twitter e Google sono tutte cambiate dopo lo scandalo dell'NSA, ha detto. "Ci sono molte occasioni in cui qualcuno ci criticherà sui media sulla gestione della privacy. Ciò che abbiamo scoperto è che ora l'ago della bilancia è molto più spostato verso il senso di sfiducia che le persone hanno su di noi", ha detto . "La colpa è di quello che ha fatto la NSA".

Anche se apparentemente contraddittoria la dichiarazione, Zuckerberg ha osservato che sono cambiati i comportamenti dei membri di Facebook, in termini di presenza con condivisioni e commenti: "la gente può fidarsi di Facebook di meno, ma stanno ancora utilizzando il social network proprio come frequentemente hanno sempre fatto".

La dichiarazione giunge una settimana dopo l'apparizione di Zuckerberg al TechCrunch Disrupt, dove il giovane miliardario ha ripetuto più volte che è necessaria una maggiore trasparenza da parte del governo statunitense verso i cittadini.

Separatamente al caso NSA, Zuckerberg ha affrontato nell'intervista un altro problema che riguarda la sua proprietà: Facebook non è più 'cool'. Invece di cercare di convincerci del contrario, Zuckerberg ha paragonato il servizio all'energia elettrica, dicendo che era "bello non appena uscito, ma molto presto la gente smette di parlarne perché non è più una cosa nuova". "La gente", prosegue Zuckerberg "pensa che noi stiamo cercando di essere cool. Non è mai stato il mio obiettivo.".

Il nocciolo dell'intervista con James Bennet è stato quello di alleviare le preoccupazioni degli investitori e osservatori di società che possono temere che Facebook stia perdendo punti agli occhi degli adolescenti e preadolescenti, due categorie che stanno favorendo applicazioni più alla moda come Snapchat e WhatsApp.

 

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