Scuola digitale: gli editori sono contrari, AIE ricorre al Tar

 

Associazione Italiana Editori contro il decreto Profumo sull’adozione dei libri digitali nelle scuole dall'anno scolastico 2014-2015: gli editori ricorrono al Tar

Scritto da Simone Ziggiotto il 28/05/13 | Pubblicata in Tablet | Archivio 2013

 

Associazione Italiana Editori contro il decreto Profumo sull’adozione dei libri digitali nelle scuole dall'anno scolastico 2014-2015: gli editori ricorrono al Tar.

L'Associazione Italiana Editori (in sigla, AIE) ha portato alla luce l'intenzione di ricorrere al Tar contro il decreto ministeriale in materia di adozioni dei libri di testo in formato elettronico per il prossimo anno scolastico. Il decreto è meglio noto anche come "Decreto Profumo".

Nella fattispecie, i punti oggetto del contrasto sono due. La prima questione riguarda l'adozione obbligatoria di libri di testo in formato elettronico (eBook) o testi scolastici in formato misto dall'anno scolastico 2014/2015. La seconda questione riguarda l'abbattimento dei tetti massimi di spesa per l'acquisto dei libri scolastici per favorire il risparmio delle famiglie.

Ebook

Secondo Giorgio Palumbo, presidente del Gruppo Educativo dell'AIE, il decreto Profumo impone "l'adozione digitale forzata" andando di conseguenza a discapito "delle autonomie delle scuole e delle stesse capacità tecniche di scuole, insegnanti e alunni ad essere pronti già per l'anno 2014-2015. ". Palumbo sottolinea che il decreto "costringerà noi editori ad annullare i nostri investimenti e a macerare i nostri magazzini.".

In sostanza, la paura dell'Associazione Italiana Editori è che il decreto Profumo costringa gli editori ad annullare gli investimenti già effettuati, in quanto i testi didattici per il prossimo anno scolastico sono già pronti. Inoltre, il decreto si basa su un presupposto privo di prove, ossia che l'adozione degli e-book nelle scuole comporti una riduzione dei costi di produzione dei testi.

Inoltre, bisogna tenere in considerazione che un eBook per essere letto ha bisogno di un dispositivo, tablet o lettore apposito qualsivoglia. Un dispositivo elettronico è indispensabile per lo studio sui libri digitali. Peccato che ad oggi non tutte le famiglie hanno a disposizione tale dispositivo, e quindi sarebbe una spesa da mettere in conto. Tuttavia, proprio per venire in contro ai bisogni delle famiglie e favorire allo stesso tempo la digitalizzazione dei libri di testo, l'ex ministro Profumo aveva proposto l'abbattimento del 20 - 30 per cento i tetti di spesa per l'acquisto dei testi scolastici, così che le famiglie avrebbero potuto acquistare un tablet senza difficoltà.

L'Associazione Italiana Editori non è comunque d'accordo, come prosegue Palumbo nella nota: "L'ex ministro si è basato sul falso presupposto che il passaggio al digitale comportasse un abbattimento dei costi di produzione. Al contrario esso richiede altre professionalità e altri costi e sconta un'Iva di 17 punti percentuali in più rispetto ai libri di carta".

In pratica, per gli editori, il decreto Profumo "viola i diritti patrimoniali di autori ed editori" non favorendo alcun risparmio per le famiglie.

 

Ultime notizie

 
 

Notizie per Categoria

 
 

Seguici

 

Promozioni Consigliate

 
Vuoi restare aggiornato ?