iPhone gratis agli studenti dell'Universita' di Tokyo

 

Sono 550 gli studenti giapponesi che otterranno gratuitamente un iPhone dall'Università di Sagamihara nei pressi di Tokio

Scritto da Maurizio Giaretta il 01/06/09 | Pubblicata in iPhone | Archivio 2009

 
Sono 550 gli studenti giapponesi che otterranno gratuitamente un iPhone dall'Università di Sagamihara nei pressi di Tokio.

Regalo con sorpresa però: lo stesso iPhone sarà utilizzato infatti per monitorare a distanza la presenza alle lezioni degli studenti in quanto all'interno dell'iPhone dovrà essere inserito un codice personale in sostituzione alla classica firma manuale sul registro.

Un Gps permetterà di verificare che la firma sia effettivamente inserita all'interno della classe in cui gli studenti sono registrati, rendendo cosi possibile la presenza degli studenti. 
Oltre a fare da controllore, l'Iphone rappresenterà un sistema utile a creare un network tra studenti e professori oltre a fornire anche un valido strumento per studiare.

L'università Aoyama Gakuin di Tokio sta fornendo gratuitamente gli iPhone ai propri studenti. Non si tratta però di un atto di generosità isolato, perchè dietro a tutto ciò c'è un motivo. Anzi, un progetto.

Il progetto, che sta per essere testato prima del lancio formale di Giugno, coinvolge 550 studenti del primo e del secondo anno e alcuni membri dello staff universitario.

Gli iPhone servono a creare una rete mobile per lo scambio di informazioni tra professori e studenti. Nello stesso tempo sono anche una valida alternativa per i professori per controllare la frequenza degli studenti ai loro corsi.

Questi ultimi, anzichè scrivere il loro nome sul classico registro delle presenze, dovranno digitare il proprio numero ID in un'applicazione preposta di iPhone. E per controllare che gli studenti non si logghino da casa arriva in soccorso anche un'applicazione GPS.

"Non vogliamo semplicemente usare i dispositivi per il controllo delle presenze. La nostra speranza è sviluppare una classe nella quale studenti e professori possano discutere di vari argomenti" afferma a Reuters il professor Yasuhiro Iijima.

Gli sviluppatori precisano il progetto non vìola la privacy e che non si tratta di un modo per tracciare gli studenti.

 

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