Android P: tutte le Novita' per Utenti e Sviluppatori

Android P: tutte le Novita' per Utenti e Sviluppatori

 

Scritto da , il 08/05/18

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Dieci anni fa Google ha lanciato il primo telefono Android, il T-Mobile G1, con un'idea semplice ma audace: costruire una piattaforma mobile che fosse gratuita e aperta a tutti. L'idea si puo' dire che è stata un successo dal momento che Android è oggi la piattaforma mobile piu' diffusa al mondo, con miliardi di persone a livello globale che si affidano sul proprio telefono Android per comunicare, restare informate, condividere opinioni o catturare momenti in ricordi.

"La tecnologia dovrebbe aiutare nella vita di tutti i giorni, non distrarre da essa" - Sameer Samat VP of Product Management di Android.

Al fine di rendere Android più intelligente e facile da usare, in occasione della conferenza per gli sviluppatori I/O 2018 Google ha presentato le principali novità della versione beta di Android P, la prossima versione di Android, la cui prima Developer Preview è stata rilasciata per gli sviluppatori qualche settimana fa (sotto trovate tutte le novità di Android P per gli sviluppatori).

Mentre le Developer Preview di Android P sono rivolte agli sviluppatori, i revisori e tester più fidati di Android, le versioni Beta di Android P sono piu' stabili e consigliate agli sviluppatori di app per aggiornare le proprie app esistenti in vista del rilascio della versione stabile del nuovo sistema operativo.

Android P, una versione tutta 'Open'


Android P: le Novita' per gli Utenti

Google punta a rendere gli smartphone più intelligenti sfruttando l'apprendimento automatico. Il nuovo Android P viene quindi progettato per "aiutare lo smartphone ad imparare ad adattarsi all'utente". Prendendo come esempio la durata della batteria, una questione a cuore a tutti i proprietari di uno smartphone, piu' è meglio è. Nello sviluppo di Android P, Google ha collaborato con il team di DeepMind per creare Adaptive Battery [Batteria Adattiva], funzionalità che assegna la priorità alla carica della batteria solo per le app e i servizi che vengono utilizzati di più, per aiutare a sfruttare al massimo la batteria. Google ha anche utilizzato l'apprendimento automatico per creare la funzione chiamata Adaptive Brightness [Luminosità Adattiva] che impara le preferenze di come piace impostare il cursore della luminosità in base all'ambiente circostante.

Attraverso piccole migliorie sparse in tutta la piattaforma, utilizzando il "contesto", il telefono potrà fornire suggerimenti intelligenti basati su ciò che piace fare di più e anticipare automaticamente la prossima azione degli utenti. Ecco che entrano in gioco le nuove App Actions, suggerimenti di azioni che il sistema propone per far svolgere piu' rapidamente comandi. Ad esempio, collegando le tue cuffie al dispositivo, Android potrà visualizzare un'azione per riprendere l'ascolta della playlist preferita su Spotify. Questo tipo di azioni saranno visualizzate in luoghi come Launcher, Smart Text Selection, Play Store, l'app Google Ricerca e Google Assistente.

Le azioni sono un modo semplice ma potente per aiutare ad ottenere rapidamente ciò di cui si ha bisogno, ma se fosse possibile avere accesso rapido ad una parte dell'app stessa, proprio quando se ne ha più bisogno? Ecco che entrano in gioco le Slices, collegamenti profondi nelle app preferite. Ad esempio, cercando "Lyft" in Google Ricerca potrebbe essere possibile vedere una sezione che offre informazioni quali il prezzo e il tempo di percorrenza stimato di una corsa per raggiungere il luogo di lavoro, ed è interattiva poichè consente anche di poter ordinare rapidamente la corsa.

Per rendere l'intera esperienza del dispositivo più intelligente, non solo il sistema operativo, Google sta portando la potenza del suo machine learning agli sviluppatori di app con il lancio di ML Kit, un nuovo set di API multipiattaforma disponibili tramite Firebase. ML Kit offre agli sviluppatori API sul dispositivo per il riconoscimento del testo, il rilevamento dei volti, l'etichettatura delle immagini e altro ancora. Gli sviluppatori che creano app come Lose It!, un tracker nutrizionale, possono facilmente implementare il modello di riconoscimento del testo di Google per analizzare le informazioni nutrizionali e le API del modello personalizzato ML Kit per classificare automaticamente oltre 200 alimenti diversi attraverso la fotocamera del telefono.

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Android P: App Actions, Slices e suggerimenti intelligenti
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Google vuole che Android P sia semplice da usare, motivo per il quale è stato riprogettato il menu di navigazione del sistema. In Android P vengono inoltre estesi i gesti per abilitare la navigazione direttamente dalla schermata iniziale, cosa particolarmente utile sui telefoni moderni che sono sempre più alti (quelli con lo schermo fullscreen con ratio come 18:9, 18.5:9, 19:9 o 19.5:9) dove si fa sempre più difficile eseguire operazioni con una mano. Solo strisciando il dito dal basso verso l'alto da una Home 'pulita' diventa quindi possibile vedere una panoramica di nuova concezione, con le anteprime a schermo intero delle app utilizzate di recente mentre basta un'altra strisciata per vedere il cassetto delle applicazioni (si vede nel video qui sotto a 2 ore e 25 minuti). Per chi si trova costantemente a passare da un'applicazione all'altra, la funzionalità chiamata Smart Text Selection - che riconosce il significato del testo che si sta selezionando e suggerisce azioni pertinenti - ora funziona in Panoramica, rendendo più semplice l'esecuzione dell'azione dove serve.

Android P offre anche Impostazioni rapide ridisegnate: un modo migliore per catturare e modificare screenshot, controlli di volume semplificati (spostati sul lato destro), un modo più semplice per gestire le notifiche, la possibilità di ruotare finestra di un'app per vederla in verticale anche se il telefono è in orizzontale e altro ancora.

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Android P: il Nuovo Sistema di Navigazione
new system navigation

In Android P c'è anche una nuova dashboard che mostra come si trascorre il tempo sul dispositivo, compreso il tempo trascorso nelle app, quante volte si ha sbloccato il telefono e quante notifiche sono state ricevute. App Timer consente di impostare dei limiti di tempo per l'utilizzo delle app e invita a chiuderne una quando il limite di tempo di utilizzo di essa sta per terminare oscurandone l'icona per ricordare l'obiettivo. La nuova modalità 'Non disturbare' blocca non solo le chiamate telefoniche e le notifiche, ma anche tutte le interruzioni visive che appaiono sullo schermo. Infine, Wind Down accende la luce notturna quando fa buio e attiva la modalità 'Non disturbare' e dissolve lo schermo in scala di grigi all'ora di andare a dormire per aiutare a ricordare di addormentarsi nel momento desiderato.

 
Android P: Dashboard, App Timer, Wind Down
Android P: Dashboard, App Timer, Wind Down
 

Diversi altri piccoli cambiamenti sono presenti in Android P, tutti pensati per aiutare gli utenti a rendere le cose che fanno sempre più facili da fare. Al di là delle nuove funzionalità alimentate dall'intelligenza artificiale, in particolare, ci sono miglioramenti della sicurezza e della privacy come DNS su TLS, backup crittografati, Protected Confirmations e altro ancora.

Android P Beta è disponibile dall'8 maggio 2018 su Google Pixel. E grazie al lavoro su Project Treble, un progetto introdotto lo scorso anno per semplificare gli aggiornamenti del sistema operativo per i partner, alcuni dei partner di Google stanno rendendo disponibile Android P Beta sui propri dispositivi, tra cui Sony Xperia XZ2, Xiaomi Mi Mix 2S, Nokia 7 Plus, Oppo R15 Pro, Vivo X21, OnePlus 6 e Essential PH-1.

Android P a Google IO 2018


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Il nome completo di Android P

Ad ogni importante aggiornamento del sistema operativo Android Google associa un numero e un nome la cui iniziale viene associata in base all'ordine delle lettere dell'alfabeto, partendo dalla 'C'. Dalla terza versione in poi di Android, Google ha usato nomi di dolci: Cupcake, Donut, Eclair, Froyo, Gingerbread, Honeycomb, Ice Cream Sandwich, Jellybean, KitKat, Lollipop, Marshmallow, Nougat e Oreo. Nel 2018 arriva Android 9 'P' con il nome che lo conosceremo sul finire dell'estate di quest'anno.

Le nuove funzioni di Android P per gli sviluppatori

Posizionamento indoor con RTT Wi-Fi
La geolocalizzazione precisa di un dispositivo Android all'interno di un edificio (indoor) è una sfida che si protrae da tempo ma è importante perchè puo' aprire nuove opportunità per i servizi basati sulla posizione. Android P aggiunge il supporto per il protocollo WiFi IEEE 802.11mc - noto anche come WiFi Round-Trip-Time (RTT) - per consentire agli sviluppatori di sfruttare il posizionamento interno nelle proprie applicazioni. Sui dispositivi Android P con il supporto hardware richiesto e con l'autorizzazione concessa dall'utente per condividere la posizione le app possono utilizzare le API RTT per misurare la distanza dai punti di accesso WiFi (AP) nelle vicinanze. Il dispositivo non ha bisogno di connettersi agli AP per utilizzare RTT e per mantenere la privacy, solo il telefono è in grado di determinare la distanza, non gli AP. Conoscendo la distanza da 3 o più punti di accesso, è possibile calcolare la posizione del dispositivo con una precisione da 1 a 2 metri. Con questa precisione, gli sviluppatori possono costruire nuove esperienze come la navigazione all'interno di un edificio (centri commerciali, musei, cinema, ecc.), servizi basati sulla localizzazione precisa con tanto di controllo vocale (ad es., "Accendi questa luce") e informazioni basate sulla posizione (ad esempio, "Esistono offerte speciali per questo prodotto?").

 
Posizionamento indoor con Wi-Fi RTT
Posizionamento indoor con Wi-Fi RTT
 

Supporto per display a bordi arrotondati (cutout)
In Android P le applicazioni possono trarre il massimo vantaggio dai display che sempre piu' di frequente vengono utilizzati dai produttori di hardware, quello con angoli 'ritagliati' spesso arrotondati, potendo visualizzare contenuti comunque a schermo intero. Google ha aggiunto il 'cutout' del display alla piattaforma insieme alle API che gli sviluppatori possono utilizzare per gestire la modalità di visualizzazione dei contenuti. Google garantisce che questo supporto funziona perfettamente per tutte le app, con il sistema che è in grado di gestire l'altezza della barra di stato per separare il contenuto dal ritaglio. Se l'app contiene contenuti particolari, lo sviluppatore puo' utilizzare le nuove API per controllare la forma del ritaglio e richiedere il layout a schermo intero attorno ad esso. Gli sviluppatori possono verificare se il dispositivo corrente ha un ritaglio chiamando la funzione getDisplayCutout() e quindi determinare la posizione e la forma dell'area di ritaglio utilizzando DisplayCutout. Un nuovo attributo di layout della finestra, layoutInDisplayCutoutMode, consente di dire al sistema come e quando disporre i contenuti relativi all'area di ritaglio.

 
Supporto Display cutout
Supporto Display cutout
 

Notifiche di messaggistica migliorate
In Android P è stato privilegiato il miglioramento della visibilità e il funzionamento delle notifiche. E' disponibile un nuovo stile di visualizzazione delle notifiche che mette in evidenza il servizio da cui arriva la notifica e, in particolare per le app di messaggistica, si possono inserire nella barra di notifica direttamente opzioni per aprire la conversazione, allegare foto e adesivi e suggerire risposte intelligenti.

 
Notifiche di messaggistica migliorate
Notifiche di messaggistica migliorate
 

API multicamera
Android P supporta l'accesso ai flussi contemporaneamente da due o più telecamere fisiche. Sui dispositivi dotati di doppia fotocamera frontale o posteriore è possibile creare funzionalità innovative non possibili con una sola videocamera, ad esempio lo zoom continuo, l'effetto bokeh e la visualizzazione stereo. L'API consente inoltre di chiamare un flusso video che commuta automaticamente tra due o più telecamere. 

Altri miglioramenti nella fotocamera includono nuovi parametri Session che aiutano a ridurre i ritardi durante l'acquisizione iniziale e Surface. E' stata anche aggiunto l'API per il supporto flash basato su display e l'accesso a timestamp OIS per la stabilizzazione delle immagini a livello di app e gli effetti speciali.

ImageDecoder per bitmap e drawable
Android P offre un modo più semplice per decodificare le immagini in bitmap o drawable - ImageDecoder, che sostituisce BitmapFactory. ImageDecoder consente di creare una bitmap o drawable da un buffer di byte, file o URI. Offre numerosi vantaggi rispetto a BitmapFactory, tra cui il supporto per il ridimensionamento preciso, la decodifica single-step su memoria hardware, il supporto per la post-elaborazione in decodifica e la decodifica di immagini animate.

Video HDR VP9
Android P aggiunge il supporto integrato per HDR VP9 Profile 2, quindi è possibile ora vedere filmati abilitati per l'HDR da YouTube, Play Film e altre fonti sui dispositivi compatibili con HDR.

Compressione delle immagini HEIF
Android P introduce anche il supporto per la codifica di immagini HEIF (heic) alla piattaforma. HEIF è un formato popolare per le foto che migliora la compressione per risparmiare dati di archiviazione e di rete. Con il supporto integrato nella piattaforma Android P gli sviluppatori possono proporre nelle loro app immagini HEIF da trasferire dal proprio server al dispositivo facilmente. Se il dispositivo non supporta HEIF è possibile integrare nell'app la conversione jpeg-to-heic utilizzando ImageDecoder o BitmapFactory per ottenere una bitmap da jpeg e puoi utilizzare HeifWriter per scrivere immagini HEIF da buffer di byte YUV, Surface o Bitmap.

API Media
Android P migliora e ridefinisce le API multimediali per essere più facili da sviluppare e integrare - maggiori dettagli verranno pubblicati entro la fine dell'anno.

Sensibilità del costo dei dati in JobScheduler
JobScheduler è il servizio centrale di Android che consente di gestire le attività pianificate o di lavorare su tutte le modifiche di Doze, App Standby e Limiti di Background. In Android P, JobScheduler gestisce meglio i lavori relativi alla rete per l'utente, coordinandosi con i segnali di stato della rete forniti separatamente dai gestori. I vettori possono segnalare le reti come congestionate e JobScheduler gestisce quindi il lavoro in base allo stato della rete. Ad esempio, quando una rete è congestionata, JobScheduler potrebbe rinviare richieste di rete di grandi dimensioni. Quando non è abilitato, può eseguire processi di precaricamento per migliorare l'esperienza dell'utente, ad esempio mediante il prefetching dei titoli.

API Neural Networks 1.1
Google ha introdotto l'API Neural Networks in Android 8.1 per accelerare l'apprendimento automatico sui device Android. In Android P viene ampliata e migliorata questa API, aggiungendo il supporto per nove nuove operazioni: Pad, BatchToSpaceND, SpaceToBatchND, Transpose, Strided Slice, Mean, Div, Sub e Squeeze.

Migliore Autofill

In Android P viene migliorato il supporto per il riempimento automatico dei form grazie ai feedback degli utenti e degli sviluppatori. Oltre alle correzioni di errori chiave, questa versione include nuove API che consentono ai gestori di password di migliorare l'esperienza utente di Riempimento automatico, come un migliore filtraggio dei set di dati e a modalità di compatibilità. La modalità di compatibilità, in particolare, ha un forte impatto sugli utenti finali perché consente ai gestori di password di adottare l'approccio basato sull'accessibilità nelle app che non dispongono ancora del supporto completo per l'Autofill ma senza impatti sulle prestazioni o sulla sicurezza.

Open Mobile API per pagamenti NFC e transazioni sicure
Android P aggiunge un'implementazione dell'API Mobile Open GlobalPlatform ad Android. Sui dispositivi supportati, le app possono utilizzare l'API OMAPI per accedere agli elementi protetti (SE) per abilitare i pagamenti con smart card e altri servizi sicuri. Un HAL (Hardware Abstraction Layer) fornisce l'API sottostante per l'enumerazione di una varietà di elementi sicuri (eSE, UICC e altri) disponibili.

Sicurezza per le app
In Android P viene implementata un'interfaccia utente più coerente per l'autenticazione delle impronte digitali su app e dispositivi. Android ora fornisce una finestra di dialogo di sistema standard per richiedere all'utente di toccare il sensore di impronte digitali. Le app possono attivare la finestra di dialogo di sistema utilizzando la nuova API FingerprintDialog.

Come parte di un più ampio sforzo per spostare tutto il traffico di rete da cleartext (HTTP non crittografato) a TLS, cambiano i valori predefiniti per Network Security Configuration per bloccare tutto il traffico cleartext. Se si utilizza una configurazione di sicurezza della rete, ora è necessario effettuare connessioni su TLS, a meno che l'app non operi esplicitamente in cleartext per domini specifici.

Privacy per gli utenti
Per garantire un migliore livello di privacy, Android P limita l'accesso a microfono, fotocamera e a tutti i sensori SensorManager da app inattive. Mentre l'UID della app è inattivo, il microfono segnala audio vuoto e i sensori smettono di segnalare eventi. Le videocamere utilizzate dalla app sono disconnesse e genereranno un errore se l'app tenta di utilizzarle. Nella maggior parte dei casi, queste restrizioni non dovrebbero introdurre nuovi problemi per le app esistenti, ma Google consiglia agli sviluppatori di rimuovere queste richieste dalle proprie app. Android P abilita anche la crittografia dei backup di Android con un client-side secret. Inoltre, viene fornito supporto alla randomizzazione per rete di indirizzi MAC associati alla piattaforma.

Supporto Kotlin ottimizzato
Android P ottimizza il supporto per il linguaggio di programmazione Kotlin.

Efficienza Energetica
In Android P vengono migliorate le funzionalità Doze, App Standby e Background Limits per migliorare ulteriormente la durata della batteria.

Google Play
Google Play richiede che tutti gli aggiornamenti delle app raggiungano Android Oreo (targetSdkVersion 26 o versione successiva) entro novembre 2018, con supporto per dispositivi con architettura a 64 bit per il 2019. In linea con queste modifiche, Android P avviserà gli utenti con una finestra di dialogo quando provano ad installare un'app destinata ad una piattaforma precedente ad Android 4.2 (targetSdkVersion inferiore a 17).


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