Mars One: il progetto di insediamento umano su Marte

 

Mars One è il primo progetto realistico per la graduale colonizzazione di Marte

Scritto da Simone Ziggiotto il 09/06/12 | Pubblicata in Altro | Archivio 2012

 

Mars One è il primo progetto realistico per la graduale colonizzazione di Marte. Il progetto ha già raccolto consensi tra gli scienziati ed è alla ricerca di sponsor e delle prime persone che vogliono atterrare sul pianeta rosso. C'è già un piano stabilito per la preparazione e la formazione degli astronauti.

I primi esseri umani arriveranno su Marte nel 2023, con il lancio della navicella spaziale previsto per il 14 settembre 2022. La tabella di marcia sembra abbastanza semplice:

  • 2013 - La selezione degli astronauti. Un totale di 40 persone saranno scelte per vivere e allenarsi in un ambiente simile a quello marziano.
  • 2014 - Inizia la preparazione per l'invio del primo lotto di forniture e dei satelliti per la futura comunicazione.
  • 2016 - Nel mese di gennaio le forniture, 2500 kg di cibo e il satellite verranno inviati su Marte.
  • 2018 - Un rover atterrerà su Marte. Si sceglierà la migliore posizione per l'insediamento e lo streaming video che potrà essere visto a chiunque sulla Terra sul web.
  • 2021 - Tutte le forniture per l'insediamento sbarcano su Marte. Si prepara una seconda spedizione.
  • 2022 - Tutti i macchinari necessari per la produzione di acqua, ossigeno e atmosfera sono pronti. Il primo volo con equipaggio umano su Marte è programmato per il 14 settembre. Quattro persone prenderanno il viaggio di sola andata verso il pianeta rosso.
  • 2023 - Le prime persone che atterreranno su Marte inizieranno a lavorare come da addestramento. Due anni dopo arriveranno nuovi colonizzatori, portando nuovi moduli, cibo e hardware.

Progetto Mars One

Quelli di noi rimarranno 'con i piedi per Terra' saranno in grado di vedere l'intero evolversi del progetto in diretta video streaming. Con questa grande preparazione, il progetto Marte potrebbe diventare il prossimo grande balzo per l'umanità.

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito ufficiale dedicato al progetto. Qui, si può imparare come diventare i primi ambasciatori di Marte, i piani, le roadmap, le informazioni di contatto, ecc. 

Marte, nel 2022 prima spedizione per 4 colonizzatori

 
Nel 2022 partirà il progetto Mars One, con le prime quattro persone che viaggeranno su Marte per colonizzare il Pianeta Rosso.
A chi non è mai passato per la mente il desiderio di fare un viaggio nello spazio, magari per essere tra i primi a mettere piede sul Pianeta Rosso, ossia Marte, tanto distante quanto meta che oggi potrà essere irraggiungibile ma un domani, invece, potrà essere un luogo in cui abitare.
 
Curiosity
 
Sono 100mila le persone che si sono candidate per essere tra i primi esseri umani a colonizzare Marte, pronte per un viaggio di sola andata per il Pianeta Rosso. 
Si tratta del progetto Mars One, che dovrebbe partire nel 2022, al quale 100.000 persone si sono candidate a partecipare. Tuttavia, i posti disponibili sono solo 40, secondo quanto riporta la Cnn.
 
100mila persone pronte a lasciare tutto ciò che hanno costruito sulla Terra (legami di amicizia, amori, casa, posti di lavoro) e pronte per intraprendere un viaggio ai confini dello spazio, con il sogno di colonizzare Marte.
 
La prima missione costerà 6 miliardi di dollari, con il viaggio che sarà finanziato dagli sponsor del progetto, stando a quanto afferma il cofondatore e amministratore delegato di Mars One, Bas Lansdorp.
 
Lo scopo è quello di "raccontare la storia al mondo: l'uomo su Marte e la sua colonizzazione, dando vita a una nuova Terra", dice Lansdorop, aggiungendo: "Questa è una delle cose più eccitanti che accadrà e vogliamo condividerla con il mondo intero".

I primi 4 dei 40 che saranno selezionati parteciperanno alla prima missione, che è in programma per partire nel 2022. Un secondo gruppo di altre quattro persone partirà due anni dopo. Chi intraprenderà il viaggio, dovrà sottoporsi a otto anni di addestramento.
 

Marte ha avuto un Ambiente Simile alla Terra

 
Sulla superficie di Marte è stato individuato un bacino che, alcuni miliardi di anni fa, è stato la sede di uno specchio d'acqua e che avrebbe potuto ospitare la vita.
Secondo quanto raccontano gli ultimi indizi portati alla luce dal Mars Science Laboratory, meglio conosciuto come Curiosityil lago Doughnut è esistito dai 3,6 ai 3,5 miliardi di anni fa. Potrebbe essere stato profondo qualche decina di metri e, per qualche centinaio o migliaio di anni, avrebbe potuto dar luogo all'esistenza microbica.
 
Ma, si sa, è facile entusiasmarsi per niente dopo ritrovamenti del genere e dunque non è un caso che, nel documento di sei pagine che è stato pubblicato dalla NASA sul sit oScience, non viene fatta menzione alcuna sul fatto che sia stata trovata anche la più piccola prova di vita.
La presenza di acqua in se non ci lascia sbalorditi, in quanto i primi indizi in tal senso erano stato evidenziati dal satellite Mariner 9 ancora negli anni '70. Inoltre anche il rover Curiosity a Febbraio aveva rilevato delle tracce d'acqua, un costituente essenziale per la vita, ma che da solo non è sufficiente per la sopravvivenza dei batteri.
 
"QUESTO AMBIENTE POTREBBE ESSERE STATO SIMILE ALLA TERRA"

La notizia importante sta nel fatto che se un lago fosse esistito - e, secondo quanto è stato rivelato, è esistito - , sarebbe stato il contesto ideale per la proliferazione di aggregati di molecole organiche, ovvero di batteri. Infatti gli scavi di Curiosity hanno rilevato l'esistenza di minerali contenenti idrogeno, ossigeno, carbonio, azoto e zolfo.
 
"Questo ambiente potrebbe essere stato simile alla terra in termini di geochimica e di presenza di acqua", ha spiegato il progettista del rover Curiosity John Grotzinger al Time. La profondità del lago sarebbe variata da qualche metro a qualche decina di metri.
 
Ora rimane da capire se i batteri siano esistiti. Potrebbero essere arrivati dallo spazio, ma per il momento questa ipotesi deve essere ancora dimostrata.
 

Nasa: Disco volante e super paracadute per atterrare su Marte

 
La Nasa annuncia di aver concluso con successo la sperimentazione di un nuovo sistema sperimentale che potrebbe essere sfruttato in futuro per la prima missione su Marte.
Il nuovo sistema si chiama LDSD, ovvero Low Density Supersonic Decelerator, e si tratta di un nuovo sistema di frenata da applicare ai futuri velivoli spaziali in sostituzione dei classici paracadute che non possono essere riutilizzati nell'immediato e non funzionerebbero su Marte.


Il problema di una eventuale missione su Marte, sarebbe costituita da due fattori ovvero l'utilizzo di un velivolo spaziale decisamente pesante e un problema di natura atmosferica.

Si tratta di un passo indispensabile per una futura missione su Marte, in quanto si dovrà tenere conto dei problemi dell'atmosfera marziana, che, diversamente da quella lunare, priva di atmosfera, e quella terrestre, molto densa, non consente atterraggi morbidi con gli attuali sistemi di paracadute.
 
LSDS
 

Inoltre, il velivolo utilizzato dovrà caricare tutta l'attrezzatura per sviluppare una base permanente, con l'enorme problema di frenare un velivolo dal peso eccezionale, niente a che vedere con il rover Curiosity lanciato su Marte.

In precedenza, per il lancio dei Rover su Marte, fu utilizzato un sistema particolare di airbag per tentare di atterrare senza particolari danni. Una soluzione che si è dimostrata positiva per un piccolo veicolo ma non fattibile per uno di grandi dimensioni.
 
LSDS

Gli attuali paracadute utilizzati dalla Nasa sfruttano le tecnologie messe a punto negli anni '70 dal progetto Viking, tecnologie che però non rappresentano più una soluzione ai problemi attuali.
 
LSDS
 
Il test, effettuato presso le Hawaii, è stato portato a termine testando la ricaduta di un veicolo sganciato da 36.600 metri di altezza.

In precedenza, il sistema di frenata era stato testato applicando un razzo orizzontale per valutare le effettive capacità di funzionamento.

Il risultato è stato positivo, o quanto meno, il veicolo non si è disintegrato al suolo. La scatola nera inserita all'interno del veicolo, consentirà di analizzare tutti i dati registrati in fase di caduta. 

Progetto Mars One


 

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