Equo compenso: Altroconsumo contro la 'tassa sugli smartphone'

 

Altro che innovazione, così si torna indietro: Altroconsumo ricorre al TAR Lazio contro il decreto Franceschini sull'aumento dell'equo compenso, la tassa sui dispositivi tecnologici per copia privata

Scritto da Simone Ziggiotto il 05/07/14 | Pubblicata in Altro | Archivio 2014

 

Equo compenso: Altroconsumo contro la 'tassa sugli smartphone'

Altro che innovazione, così si torna indietro: Altroconsumo ricorre al TAR Lazio contro il decreto Franceschini sull'aumento dell'equo compenso, la tassa sui dispositivi tecnologici per copia privata.

"Dai precedenti 80 milioni di euro all'anno, previsti dal decreto Bondi, si aggiungono 100 milioni di euro, prelevati dalle tasche dei consumatori grazie al sovrapprezzo nell'acquistare smartphone, tablet, chiavette usb" ha reso noto l'associazione italiana di consumatori senza fini di lucro, la prima e la più diffusa, con oltre 300.000 soci.

Un paio di giorni fa è stato firmato il decreto che aggiorna per i prossimi tre anni il compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi previsto dalla legge sul diritto d’autore. Con il nuovo decreto aumentano le somme che i produttori devono pagare su prodotti di elettronica che fungono da archiviatori digitali quali chiavette Usb, hard-disk esterni, Tv che registrano e decoder.

"Gli aumenti non sono giustificati né dai dati di utilizzo di dispositivi mobili in Italia, scenario in evoluzione stabile, né da un semplice e forzato confronto con quanto accade in Francia e Germania", prosegue Altroconsumo in una dichiarazione, "la misura è anacronistica, già minoritaria in Europa - in Spagna è stata abolita di recente - dove sta scomparendo di pari passo con l'evoluzione dei modelli di business e di condivisione dei contenuti online".

Queste sono le nuove tariffe: 4 euro per gli smartphone con capacità di 16 gb (in Francia sono 8 euro e in Germania 36 euro); 4 euro per i tablet con 16 gb di memoria (in Francia sono 8 euro e 40 centesimi e in Germania 15,18 euro); 0,36 euro per le memory card con 4 gb di capacità (in Francia sono 0,32 euro e in Germania 0,91); 0,20 euro per i dvd (in Francia sono 0,90 euro).

Per Altroconsumo gli aumenti sono illogici e la tassa è iniqua e ne chiede l'abolizione attraverso la petizione sul proprio sito, che ha già raggiunto i 20.000 sottoscrittori e sulla piattaforma change.org, dove hanno aderito in 60.000.

"Chi acquista legalmente musica e film da piattaforme online paga già i diritti d'autore per fruire dei contenuti e fare copie su altri supporti", sottolinea l'Associazione dei consumatori, "è ingiusto che si paghi una tassa anche su questi dispositivi, trovandosi così a contribuire due volte".

Il ministero per i Beni culturali aveva commissionato un’indagine ad sulle abitudini dei consumatori per verificare se davvero le copie private di opere musicali e cinematografiche fossero cresciute negli ultimi tre anni tanto da legittimare un aumento verticale dell’equo compenso, come pretendeva la Siae, beneficiaria della tassa. I risultati di tale indagine, per lungo tempo non resi pubblici dal nuovo ministro Franceschini, erano chiare: solo il 13 per cento dei consumatori fa effettivamente copie private e di questi solo un terzo usa smartphone e tablet.

Il ministro della Cultura Franceschini dice di aver "applicato doverosamente una norma di legge vigente visto che è dal 2012 che le tabelle sull'equo compenso attendevano di essere aggiornate. E ho anche ricostituito il tavolo tecnico che dovrà monitorare l'evoluzione e le tendenze del mercato e che, entro 12 mesi, verificherà lo stato di applicazione di questo provvedimento. Governo e parlamento dovranno adesso riflettere sulla necessità di adeguare la norma di legge ai cambiamenti tecnologici e di mercato, in parte già avvenuti e in parte prevedibili".

 

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