Spotify licenzia il 6 per cento dei suoi dipendenti

Spotify ha detto che non sono bastati gli sforzi 'notevoli' che ha fatto negli ultimi mesi per contenere i costi aziendali, da qui la decisione di ridurre il proprio numero di dipendenti di circa il 6%.

Scritto da

Simone Ziggiotto

il

Il CEO di Spotify Daniel Ek ha condiviso pubblicamente la nota sui cambiamenti organizzativi dell’azienda che ha inviato nei giorni scorsi a tutti i dipendenti del colosso della musica in streaming. In questa lettera, Ek ha condiviso due importanti aggiornamenti per la sua azienda: un cambio di leadership e il licenziamento di circa il 6% dei dipendenti.

"Come diciamo nel nostro Band Manifesto, il cambiamento è l’unica costante. Per questo continuo a ribadire che la velocità è la strategia più difendibile che un’azienda possa avere. Ma la velocità da sola non basta. Dobbiamo anche operare con efficienza. Sono queste due cose insieme che alimenteranno il nostro successo a lungo termine." scrive Ek nella sua nota. "Sebbene negli ultimi anni abbiamo fatto grandi progressi nel migliorare la velocità, non ci siamo concentrati tanto sul miglioramento dell’efficienza. Passiamo ancora troppo tempo a sincronizzarci su strategie leggermente diverse, il che ci rallenta. E in un contesto economico difficile, l’efficienza assume un’importanza maggiore. Quindi, nel tentativo di aumentare l’efficienza, controllare i costi e accelerare il processo decisionale, ho deciso di ristrutturare la nostra organizzazione."

Per quanto concerne il cambio di leadership, Ek ha deciso di centralizzare la maggior parte del lavoro di ingegneria e prodotto sotto Gustav Söderström nel ruolo di Chief Product Officer e le aree di business sotto Alex Norström nel ruolo di Chief Business Officer. "Sono felice di poter dire che Gustav e Alex, che lavorano con Spotify da molto tempo e hanno svolto un ottimo lavoro, guideranno questi team come copresidenti, aiutandomi efficacemente a gestire l’azienda giorno per giorno." ha commentato Ek, aggiungendo: "sono fiducioso che con la loro leadership saremo in grado di ottenere grandi risultati per Spotify.". Questo cambio permetterà a Ek di "tornare alla parte in cui svolgo il mio lavoro migliore, dedicando più tempo al futuro di Spotify".

Come parte di questo cambiamento, Dawn Ostroff ha deciso di lasciare Spotify: "Dawn ha lasciato un segno straordinario non solo su Spotify, ma sull’industria audio in generale. Grazie ai suoi sforzi, Spotify ha aumentato di 40 volte i contenuti dei nostri podcast, ha promosso una significativa innovazione nel mezzo ed è diventato il principale servizio di musica e podcast in molti mercati. Questi investimenti nell’audio hanno offerto nuove opportunità per i creatori di musica e podcast e hanno anche suscitato un nuovo interesse per il potenziale della pubblicità audio di Spotify. Grazie al suo lavoro, Spotify è stata in grado di innovare il formato stesso degli annunci e di raddoppiare le entrate della nostra attività pubblicitaria fino a 1,5 miliardi di euro." scrive Ek, aggiungendo: "Le siamo enormemente grati per il ruolo fondamentale che ha svolto e le auguriamo tanto successo.". A breve termine, Dawn assumerà il ruolo di consulente senior per contribuire a facilitare questa transizione.

In secondo luogo, Ek ha detto che Spotify ha deciso di licenziare il 6% dei suoi dipendenti: "stiamo riducendo la nostra base di dipendenti di circa il 6% in tutta l’azienda" ha annunciato il CEO di Spotify. Ek ha spiegato che negli ultimi mesi l’azienda ha compiuto "uno sforzo notevole" per contenere i costi aziendali "ma semplicemente non è bastato". Di conseguenza, l’azienda ha "preso la difficile ma necessaria decisione di ridurre il nostro numero di dipendenti.".

Questi licenziamenti annunciati da Spotify vanno ad unirsi a quelli annunciati nelle scorse settimane da altre grandi aziende del settore tecnologico. Tra queste ricordiamo i 12mila licenziamenti di Google, gli 11mila licenziamenti annunciati da Meta, i 18mila licenziamenti annunciati da Amazon, i 10mila licenziamenti annunciati da Microsoft e poi ancora quelli annunciati da Twitter. Il motivo dietro la decisione di Spotify di licenziare in massa un gran numero di dipendenti è in linea con quello espresso da queste altre aziende appena citate: troppe assunzioni nel periodo della pandemia. "Come molti altri leader, speravo di sostenere i forti venti favorevoli della pandemia e credevo che il nostro ampio business globale e il minor rischio per l’impatto di un rallentamento degli annunci ci avrebbero isolati" ha spiegato Ek. "Col senno di poi, ero troppo ambizioso nell’investire prima della crescita dei nostri ricavi. E per questo motivo, oggi, stiamo riducendo la nostra base di dipendenti di circa il 6% in tutta l’azienda. Mi assumo la piena responsabilità per le mosse che ci hanno portato qui oggi.".

Spotify ha intenzione di sostenere i dipendenti che saranno licenziati, avendo previsto di "svolgere conversazioni individuali con tutti i dipendenti interessati". Al personale che se ne andrà da Spotify, l’azienda ha previsto di pagare una indennità di licenziamento, di pagare l’assistenza sanitaria durante il periodo di licenziamento, di offrire servizi di inserimento lavorativo e supporto all’immigrazione.

Per quanto concerne il futuro, Ek prevede che il 2023 appena iniziato segnerà "un nuovo capitolo" di Spotify: "Sono convinto che, grazie a queste difficili decisioni, saremo in una posizione migliore per il futuro. Abbiamo obiettivi ambiziosi e nulla è cambiato nel nostro impegno per raggiungerli."

Alcune delle novità in arrivo su Spotify dovrebbero essere annunciate nel corso dell’evento Stream On in programma il prossimo 8 marzo. Nel frattempo, è possibile leggere la lettera completa di Daniel Ek all’indirizzo newsroom.spotify.com/2023-01-23/an-update-on-january-2023-organizational-changes/ 

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