Libri con ChatGPT co-autore si trovano nel Kindle Store di Amazon

Mentre crescono le discussioni che riguardano l'integrazione dell'Intelligenza Artificiale generativa in sempre più prodotti e servizi, sono arrivati in commercio i primi libri scritti con ChatGPT, il modello di IA generativa di OpenAI.

Scritto da

Simone Ziggiotto

il

All’inizio di quest’anno, abbiamo avuto modo di condividere la nostra esperienza di utilizzo di ChatGPT, un modello di Intelligenza Artificiale generativa che da qualche mese a questa parte sta alimentando discussioni tra coloro che sono favorevoli e coloro che non sono favorevoli allo sviluppo di "computer" che hanno la capacità di ragionare ed elaborare frasi e pensieri credendosi degli esseri umani.

Al contrario di modelli di IA di base, addestrati per fare cose specifiche, l’IA generativa ha le capacità di "ragionare" per elaborare dei testi propri oltre che per alimentare interazioni conversazionali. Questa capacità dipende da come il modello è stato addestrato, ossia dalla qualità e dalla quantità di informazioni che il computer ha "imparato". Per esempio, ChatGPT è stato addestrato con numerosi testi scritti in inglese e in altre lingue, tra cui libri, siti web, articoli di giornale e conversazioni. La capacità del computer di elaborare le informazioni apprese, invece, può essere più o meno buona a seconda di come lo sviluppatore ha messo a punto il modello. Dietro lo sviluppo di ChatGPT, ricordiamo, si trova OpenAI, un’organizzazione di ricerca fondata nel 2015 e impegnata nella creazione di modelli di intelligenza artificiale "a beneficio di tutta l’umanità", come si definisce la stessa organizzazione nel suo sito web.

Le preoccupazioni emerse negli ultimi mesi ruotano attorno all’utilizzo che verrà fatto dei modelli di IA generativa come ChatGPT. Articolisti e giornalisti dovrebbero temere che questa tecnologia potrà sostituirli in futuro? Gli studenti potrebbero sfruttarla per scrivere tesine o aiutarsi nello svolgimento dei compiti? La tecnologia, in generale, può rivelarsi estremamente utile in molte cose, dipende però da come viene utilizzata.

Di sicuro ci sono persone che hanno già iniziato ad utilizzare ChatGPT per scrivere libri, come segnalato da Reuters. E’ possibile aprire il Kindle Store – il negozio di Amazon di libri digitali – e digitare come chiave di ricerca ‘Chat GPT’ per trovare tra i risultati libri che hanno come co-autore proprio l’IA generativa di OpenAI. Al momento si trovano in commercio delle storie semplici e non troppo complesse, come poesie e racconti brevi, oltre a guide sull’utilizzo di ChatGPT. Oggi, questi libri sono facilmente distinguibili da quelli scritti da persone umane: oltre ad elencare tra gli autori ‘ChatGPT’, le pagine di questi libri riportano a grandi linee nella descrizione quanto di presente nel libro è stato generato dall’IA.  

Esempio di libro co-scritto con ChatGPT disponibile sul Kindle Store

L’espansione dell’IA generativa in un futuro non troppo lontano

Le grandi aziende dell’alta tecnologia, tra cui Microsoft e Google, sono sicuramente favorevoli allo sviluppo di modelli di IA generativa. Microsoft sta investendo molti soldi in OpenAI, l’Organizzazione dietro a ChatGPT, tanto da avere deciso di integrare questa tecnologia nel suo browser web Edge e nel suo motore di ricerca Bing, oltre che in altri suoi prodotti e servizi tra cui Skype. A partire dai prossimi mesi, possiamo aspettarci che altre aziende inizieranno ad integrare capacità di ChatGPT nei loro servizi, dal momento che OpenAI ha aperto la sua IA generativa agli sviluppatori. Snapchat, per esempio, già la sta utilizzando per alimentare il chatbot ‘My AI’. Google, che non si vuole far prendere alla sprovvista, è impegnata nello sviluppo del suo Bard.

Se già oggi è possibile trovare in vendita libri che sono stati scritti con l’aiuto di una intelligenza artificiale, domani cosa scopriremo? Nell’attesa di scoprirlo, a chi non ha ancora avuto modo di approcciarsi a questo nuovo mondo consigliamo di leggere la nostra prova di ChatGPT e di provare l’integrazione di questa tecnologia all’interno del motore di ricerca Bing, da qualche settimana ancora più accessibile sui dispositivi alimentati dal sistema operativo Windows 11

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