Carichi sempre lo smartphone al 100%? Ecco cosa accade alla batteria

smartphone attaccato alla ricarica della batteria

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Redazione Pianetacellulare

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Gli smartphone dopo due o tre anni di utilizzo non garantiscono più la stessa autonomia della batteria e si scaricano sempre più in fretta: come mai? Esistono degli accorgimenti per preservare nel tempo la batteria? Caricare il telefono sempre al 100% può essere una soluzione? Proviamo a dare una risposta a queste domande.

La maggior parte dei proprietari di smartphone tendono a cambiare telefono mediamente ogni due o tre anni. Secondo varie ricerche di mercato questo avviene non perché il dispositivo smette di funzionare ma la causa è lo stato della batteria, che arriva a durare sempre di meno o, addirittura, a non caricarsi più. E dal momento che le batterie degli smartphone non sono facilmente sostituibili dagli utenti come i telefoni più vecchi, la soluzione più semplice è quella di cambiare smartphone. Ma perché nel tempo la batteria degli smartphone degrada fino a questo punto? Ed è un bene o un male caricare la batteria dello smartphone sempre al 100%?

La batteria agli ioni di litio degli smartphone va rimpiazzata

Gli smartphone moderni sono alimentati da batterie agli ioni di litio garantite per funzionare alla sua massima capacità per un certo numero di ‘cicli di ricarica‘. Più si scarica e carica la batteria, più la batteria si degrada. Stando a dati diffusi negli scorsi anni dal produttore di dispositivi Oppo, la batteria di uno smartphone arriva ad offrire il 90% della capacità originale dopo un solo anno di utilizzo. Un altro 10% della capacità viene perso nel corso del secondo anno di utilizzo. Ciò significa che, mediamente, una batteria degrada del 20% dopo due anni di utilizzo, funzionando così all’80% della sua capacità originale. Per quantificare, se un nuovo smartphone ha la capacità di durare fino a 24 ore con una carica completa, a parità di utilizzo dopo due anni l’autonomia può arrivare fino a 19 ore.

Di base, dunque, c’è il problema degli ioni di litio di cui le batterie sono composte. Da anni gli esperti studiano batterie per smartphone piu’ sicure e capaci di offrire prestazioni migliori rispetto a quelle agli ioni di litio. Per esempio, nel 2016 Huawei ha messo a punto batterie con silicio e grafene promettendo una maggiore durata di una batteria tradizionale a parità di occupazione di spazio.

Cosa possiamo fare noi consumatori per aumentare la durata della batteria di uno smartphone?

smartphone carica batteria esaurita in paesaggio di montagna innevato
gli smartphone dopo due o tre anni si scaricano sempre più in fretta (credit: RSplaneta/Shutterstock)

Non c’è molto che i consumatori possono fare per aumentare la durata della batteria di uno smartphone. Una cosa possibile potrebbe essere adottare delle abitudini che potrebbero impedire il rapido degrado della batteria nel tempo. Per esempio, si potrebbe adottare la regola chiamata “20:80” che invita a mantenere la batteria carica in una percentuale compresa tra il 20% e l’80%. Seguire questa regola è semplice, nella teoria: basta mettere in carica lo smartphone quando la percentuale della batteria arriva al 20% e staccare il dispositivo dalla carica quando la percentuale raggiunge l’80%. Regola però non facile da applicare: vorrebbe dire guardare di continuo lo smartphone per vedere a che percentuale è la carica della batteria.

Ricaricare lo smartphone massimo all’80%: perché viene consigliato?

Perché è consigliato ricaricare lo smartphone massimo all’80%? A quanto pare, la batteria inizia a degradarsi più rapidamente quando viene caricata oltre questa soglia. Per questo si sconsiglia di mettere in carica lo smartphone di notte, momento in cui non si può tenere sotto controllo lo stato della ricarica. Infatti, il caricabatteria tende a caricare la batteria fino al 100%, poi smette e riprende la carica nel momento in cui lo stato della batteria scende al 99%. Dovrebbe essere sottointeso ma meglio specificarlo: nel periodo in cui lo smartphone non è in carica, anche se non lo si utilizza, la batteria si scarica comunque. Il continuo switch tra lo stato ‘in carica’ e ‘scarica’ non fa bene alla batteria.

Bisogna quindi mettere la sveglia per staccare lo smartphone dalla corrente di notte? Anche no. Chi ha una casa smart, ad esempio, potrebbe impostare lo spegnimento della presa alla quale collega lo smartphone per fare in modo che ad una certa ora si spenga automaticamente. Per esempio, se siamo soliti andare a letto alle 23 e lo smartphone sappiamo che impiega 3 ore a caricarsi completamente si potrebbe impostare lo spegnimento della presa alle 2 di notte. E il mattino seguente, mentre si fa colazione, si potrebbe caricare lo smartphone nell’eventualità in cui fino a quale momento si è scaricato troppo. Ma sono poche le persone con prese intelligenti o una casa smart. Chi lavora al computer, invece, potrebbe mettere in carica il telefono quando è al computer, anziché di notte.

Un aiuto sta arrivando dai produttori

Al di là di ciò che possono fare i consumatori per aumentare la durata nel tempo della batteria dei loro smartphone, i produttori si stanno impegnando per trovare una soluzione a questo problema delle batterie agli ioni di litio. Per esempio, Oppo ha messo a punto un algoritmo che permette allo smartphone di controllare parametri come la velocità di carica e la temperatura della batteria per equilibrare prestazioni e longevità (Approfondimento QUI). Altri produttori di smartphone, invece, hanno messo a punto un algoritmo capace di imparare le abitudini dell’utente – e in particolare quanto usa lo smartphone, quando lo mette in carica e quando si sveglia il mattino – per interrompere la ricarica una volta raggiunto l’80% di carica e poi riprenderla con l’avvicinarsi dell’orario del risveglio.

Nelle scorse settimane è emerso che, in futuro, il sistema operativo Android potrebbe offrire uno strumento capace di suggerire il momento giusto per sostituire la batteria dello smartphone. Una funzionalità simile a ‘Stato Batteria’ che Apple ha introdotto su iPhone nel 2018. Anche se, di fatto, le batterie degli smartphone non sono sostituibili dagli utenti, presso i centri assistenza dei produttori questo è possibile, però a pagamento se fuori garanzia. Samsung e Apple da qualche anno a questa parte offrono programmi di riparazione fai-da-te, anche per sostituire in casa la batteria di smartphone, ma sempre meglio affidarsi agli esperti.

Il fattore ‘batteria’ è tra i principali fattori che i consumatori prendono in considerazione nel momento in cui acquistano un nuovo smartphone. Per il momento, se una carica completa del proprio smartphone dopo due anni di utilizzo non è più in grado di garantire di arrivare a fine giornata si è, di fatto, costretti a cambiare telefono.

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