RAEE: La crisi taglia consumi e rifiuti elettronici

 

Il 2012 ha segnato per la prima volta un calo nella raccolta di rifiuti RAEE, i rifiuti elettronici che da qualche anno, vengono raccolti per il riciclo e lo smaltimento separato rispetto ai tradizionali canali

Scritto da Redazione il 21/04/13 | Pubblicata in Produttori | Archivio 2013

 
Il 2012 ha segnato per la prima volta un calo nella raccolta di rifiuti RAEE, i rifiuti elettronici che da qualche anno, vengono raccolti per il riciclo e lo smaltimento separato rispetto ai tradizionali canali.

Nonostante l'aumento dei centri di raccolta e una presenza sempre più capillare, a quota 3.767 punti di raccolta, il volume complessivo si è ridotto del 8.5%, a fronte di un calo di vendite del comparto del 12%.

Non solo la crisi a ridurre il volume raccolto: diversamente da prima, molte persone cercano di rivendere gli elettrodomestici non più utilizzati su siti di annunci o nei mercatini dell'usato, soprattuto per quanto riguarda smartphone, computer e console.


I rifiuti elettronici procapite nel 2012 sono stati pari a 4 kg, per un totale annuale di 238.000 tonnellate, un valore in linea con il resto dell'Europa.

I prodotti più raccolti sono ancora Tv e Monitor, che sul mercato dell'usato non trovano facilità di reimpiego, mentre crescono gli elettrodomestici pesanti come frigoriferi e lavatrici. Il 2012 segna un boom di raccolta delle sorgenti luminose.

La crescita dei prezzi delle materie prime, trasforma l'operazione di raccolta e riciclo, in un processo in grado di generare ottimi risultati economici, con un sistema chiamato proprio Urban Mine, miniere urbane.
Dai rifiuti elettronici si ricavano infatti decine di componenti molto preziose come rame, platino, oro e palladio e materie prime pronte da riciclare come plastica, ferro, alluminio e acciaio. (Ti consiglio di leggere anche Elettronica a scadenza: arrivano i chip transienti )

Un business, quello del recupero di plastica e metalli, che consente di poter sostenere economicamente l'intera filiera del recupero e del reciclo: 1 tonnellata di schede PCB contiene il 20% di rame e 250 grammi d'oro, i quali valgono da soli oltre 10.000 euro.

Elettronica: I rifiuti elettronici diventano miniere urbane
 
Palladio, platino, oro, argento, rame, litio ma anche i nuovi minerali come lantanio, neodimio e lutezio: Minerali rari e costosi e per i quali il nostro paese è totalmente dipendente dall'estero.

Se una volta finivano a ingrossare le discariche, oggi i rifiuti elettronici diventano fonte di ricchezza per la catena del riciclaggio che rappresenta ormai una fonte importante di estrazione mineraria viste le cifre globali.


Nel 2011 in Italia sono state raccolte ben 260.000 tonnellate di rifiuti elettronici (+15% rispeto al 2010), potendo cosi recuperare una infinità di materiali pronti al riciclo, con un risparmio di Co2 pari a 1.46 milioni di tonnellate.

Un business, quello del recupero di plastica e metalli, che consente di poter sostenere economicamente l'intera filiera del recupero e del reciclo: 1 tonnellata di schede PCB contiene il 20% di rame e 250 grammi d'oro, i quali valgono da soli oltre 10.000 euro.

L'oro è un metallo molto diffuso nell'elettronica, per la sua capacità di resistere ottimamente alla normale ossidazione: slot PCIe, connettori Ide, alloggi Ram, AGP e una infinità di connettori elettronici sono ricoperti d'oro.

Nonostante online ci siano decine di guide pratiche per l'estrazione dell'oro, non provateci: il processo diventa economicamente sostenibile solo su scala industriale e il riciclo di pochi kg di materiale, oltre a produrre una quantità elevata di gas tossici, vi lascerebbe in mano pochi grammi d'oro.

Nota dolente, il fatto che appena il 4% dei rifiuti viene raccolto dai negozi, i quali, incassando l'ecocontributo, sono obbligati a riprendersi indietro lavatrici, frigoriferi e televisori, ma anche notebook, pc e smartphone, una volta acquistato un nuovo prodotto.

 

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